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Ainis e Sgarbi, dialogo tra la Costituzione e la bellezza

it@withub.it by it@withub.it
6 Maggio 2016
in Archivio speciali - Libri, Pubblicazione
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 Se l’Italia è una Repubblica fondata sulla bellezza, come è stato recentemente proposto in Parlamento, non c’è dubbio che l’abitudine al bello – e a un patrimonio artistico e culturale che non ha eguali nel mondo – sia il vero elemento unificante degli italiani, e come tale si rifletta nel testo della Costituzione promulgata nel 1948.  Sedici capitoli in cui Michele Ainis disegna un inedito commento letterario della nostra Costituzione e Vittorio Sgarbi lo affianca scegliendo un’opera per ciascuno dei dodici princìpi fondamentali e dei quattro titoli che compongono la prima parte della Carta.  Un incontro che rivela la bellezza di un documento a cui contribuirono filosofi, linguisti e intellettuali come Croce, Marchesi, Calamandrei, capaci di esprimere nel rigore della forma un’altissima sensibilità letteraria. Questo “paesaggio umano e naturale”, che affiora tra gli articoli e i commi della Costituzione, esprime nella forma più riuscita la corrispondenza tra il diritto e i cittadini: noi stessi, posti davanti allo specchio della legge, potremmo riconoscervi molto della nostra eredità, e scoprirci più ricchi di quanto immaginiamo.  A questa bellezza del testo della Carta, testimoniata dalla sua longevità, questo libro affianca un tesoro di riferimenti, assonanze, simmetrie, tratti dalle diverse arti e ispirati ai princìpi costituzionali: suggerimenti di lettura che illuminano la vitalità e l’attualità del testo della Costituzione, un monumento da preservare come parte del nostro immenso patrimonio culturale. “La Costituzione e la bellezza”( La Nave di Teseo, Collana I Fari, pag.173, € 14) è un dialogo tra arte, diritto e letteratura, che si legge come un’appassionata storia della bellezza d’Italia.

 

DEMASIADO, I RIVOLUZIONARI MANCATI DI SANDRO MEDICI

Roma, 6 mag – “Demasiado. La crociera dei rivoluzionari mancati”, il nuovo romanzo di Sandro Medici, è il desiderio incontenibile, l’eccesso straripante, una bulimia emotiva difficile da addomesticare. Una mattina di luglio del 1978. Il porto di Genova e un potente scirocco. Un transatlantico russo, la motonave Sobinov. 250 giovani italiani scalpitanti, impazienti di imbarcarsi. Da Genova fino a L’Avana, passando per Barcellona e Lisbona. L’XI festival della gioventù approda per la prima volta nel continente americano. Cuba, il mambo, il mango, la rivoluzione di Che Guevara, l’embargo. E un migliaio di giovani attraversano l’Oceano per raggiungere quella meta. 9000 chilometri, 13 giorni e 13 notti. Praticamente una crociera. La rivoluzione può aspettare. Nel frattempo, ci si può anche divertire. Quella generazione anticonformista e ribelle, libera e pensante, che cerca di cambiare il mondo, perde infine l’innocenza e si trasforma in una mandria di traditori della causa socialista, facendo vacillare l’opaca egemonia sovietica, così come le paratie della grande nave. La nave della rivoluzione è pronta a salpare, e questo romanzo on the boat a farla colare a picco con gioia. Edito da DeriveApprodi, costa 12.75 euro.

 

 

VITA DA PAZ, I 60 ANNI VIRTUALI DELLA ROCK STAR DEL FUMETTO

Il 23 maggio 2016 Andrea Pazienza, rock star del fumetto italiano, avrebbe compiuto 60 anni.
Invece morì di overdose a 32, dopo una “pera” troppo abbondante che si era fatto dopo un periodo di disintossicazione. Oggetto di culto anche tra i giovanissimi (basti pensare al successo del film Paz! di Renato De Maria), Pazienza è stato un artista maledetto vissuto in un’epoca turbolenta. La Bologna dove approda – nella mitica casa di via Emilia Ponente 223 e al neonato DAMS – dopo aver studiato al liceo artistico di Pescara è una città che sta esplodendo. Tutto il bene e tutto il male dei “dieci anni di 68” di cui il capoluogo emiliano è stato teatro ed epicentro si sono violentemente riversati sul talentuoso fumettista per riemergere dalle sue dita come storie e disegni. Andrea Pazienza ha raccontato l’ambiente di Radio Alice, della mitica “Traumfabrik” in via Clavature; dei gruppi avanguardistici Gaznevada e Skiantos del fraterno amico Roberto “Freak” Antoni; del movimento del ‘76 e del riflusso del ‘77 e del periodo estremo e sregolato in cui “l’eroina era una moda” e l’immaginazione al potere. Nella appassionata biografia di Franco Giubilei, “Vita da Paz” (340 pagine, 20 euro, Odoya) sono i personaggi che l’hanno conosciuto e gli sono stati vicino a raccontare il giovane e geniale autore. A volte con affetto, a volte con invidia, a volte in aperto “scazzo” parlano di lui Franco “Bifo” Berardi, Sergio Staino, Jacopo Fo, Tanino Liberatore, Roberto Freak Antoni (intervistato poco prima della sua triste dipartita), Stefano Raffini dei Gaznevada, Francesca Ghermandi, Vincenzo Sparagna, Filippo Scòzzari, Milo Manara e tanti altri. Oltre al ritratto di un giovane e dotatissimo disegnatore con una forte passione per l’eroina, un grande amore (Betta Pellerano) e uno sguardo acuto sulle controculture e sottoculture italiane del periodo; la biografia di Franco Giubilei (uscita per la prima volta con Black Velvet nel 2011) traccia una panoramica della nascita dell’ambiente dei fumettisti italiani di professione. Le scuole come la “Libera università di Alcatraz” di Jacopo Fo, o la “Zio Fenninger”, le redazioni di esperienze editoriali più o meno effimere e gloriose come Frigidaire, Frizzer e il giornale collettivo eccezionale il Male e poi Linus, Cuore e Tango che usciva con L’Unità sono i posti su cui verte la fenomenologia di Andrea Pazienza. Un ritratto intimo, profondo e completo, che fa sospirare il lettore per la perdita di un gigante del fumetto italiano…
 

FRANCESCO DE GREGORI PROCEDE A PASSO D’UOMO

Francesco De Gregori si racconta per la prima volta attraverso una serie di conversazioni condotte da Antonio Gnoli e racchiuse nel volume “Passo d’uomo” (i Robinson/Letture 2016, pagine 256, €16). La sua vita e il suo mondo emergono in una successione di pensieri, ricordi ed emozioni. L’intima intelligenza delle sue canzoni fa da sfondo alle nostre esistenze intrecciate con la storia italiana. Chiunque si sia posto domande su che cos’è l’arte e la bellezza, il tempo che passa e ci trasforma, Dio e le religioni, l’oggi che comprendiamo sempre meno, troverà in questi dialoghi risposte di sorprendente sincerità e acutezza. Scoprirà inoltre le numerose esperienze che De Gregori ha vissuto con coerenza e desiderio: i libri letti e amati; l’America con i suoi miti e la politica con i suoi equivoci e il senso di cosa abbia voluto dire per lui essere di sinistra senza lasciarsene condizionare. Il mondo poetico di De Gregori ne esce in sintonia con il battito del suo cuore e della sua mente. Tra la musica che ha scritto e quella che ha amato. In un finale sorprendente Francesco De Gregori riflette, ragiona e affronta con umiltà lo spirito del nostro tempo, così segnato dalle passioni tristi. Non ci sono ricette, né messaggi edificanti. Solo la sommessa convinzione che la vita migliore è quella che si interpreta con passo d’uomo.

 

 “SOGNI AL DI LÀ DEL MARE”, STORIE DI MIGRANTI PER BAMBINI

-E’ uscito ufficialmente in questi giorni “Sogni al di là del mare”, un libro per ragazzi ricco di storie di migranti, tra realtà e fantasia. Racconti, poesie e filastrocche di vari autori che attraverso le loro parole vogliono svelare ai più piccoli un mondo sconosciuto e che fa ancora paura. L’obiettivo degli autori è di far comprendere ai bambini e ai ragazzi con un linguaggio adatto a loro questo fenomeno degli immigrati che giornali e televisioni trattano continuamente ma spesso in maniera parziale, superficiale e poco chiara, innescando fobie, pregiudizi e preoccupazioni. L’idea del libro, invece,  è quella di far conoscere perché solo dalla conoscenza può nascere l’accoglienza. Tra gli autori, Fuad Aziz, nella doppia veste di scrittore e illustratore, Andrea Bouchard, Ornella Della Libera, Sofia Gallo, Sabrina Giarratana, Pamela Pergolini, Cristiana Pezzetta, Annamaria Piccione, Maria Giuliana Saletta, Luisa Staffieri, Dino Ticli, Donatella Trotta, Andrea Valente. Le loro penne raccontano storie vere, un po’ romanzate, a volte dolorose, a volte buffe e gioiosamente aperte a un lieto fine. Storie che prendono spunto dalla cronaca e che spesso hanno protagonisti bambini e bambine, ragazzi e ragazze. Storie che riguardano sogni: fuggire dalla guerra, trovare una nuova casa, mettere in salvo la propria famiglia, riunirsi ai propri cari. Il libro è edito dalla Casa editrice Mammeonline (www.casaeditricemammeonline.it) ed alla vendita del libro è legata anche un’importante iniziativa benefica: parte del ricavato andrà infatti a sostegno del Poliambulatorio di Crotone dell’organizzazione umanitaria Intersos. La presentazione è stata affidata a Leoluca Orlando, sindaco di Palermo, che scrive, tra l’altro: “Questi migranti bambini ci mostrano con le loro storie come è triste un mondo diviso in migranti e non migranti, e come sarebbe bello e diverso il mondo se tutti avessero consapevolezza che siamo tutti migranti, esseri umani migranti perché liberi da ipocrisie, perversioni e falsità di Stati, identità di patrie”. La prefazione è stata scritta, invece, da Davide Camarrone, il Direttore artistico del Festival delle Letterature Migranti, la cui seconda edizione si svolgerà a Palermo dal 12 al 16 ottobre 2016 e “Sogni al di là del mare” sarà proprio uno dei libri presentati in questa importante rassegna culturale.

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