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La singolare protesta
del professor Barnao

it@withub.it by it@withub.it
6 Maggio 2016
in Archivio Il Punto, Il punto HP
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(6 maggio 2016) Il professor Charlie Barnao, un siciliano che insegna sociologia all’Università di Catanzaro, da circa tre anni conduce una sua personale battaglia che consiste nel rifiutare tutti gli inviti e le opportunità di lavoro che gli arrivano da università del Nord. Non partecipa dunque a convegni, attività didattiche, programmi di ricerca che si svolgono da Roma in su. Lo fa perché con il suo lavoro non vuole contribuire ad accentuare il divario tra nord e sud nella distribuzione dei fondi universitari. E’ infatti convinto che gli atenei del Mezzogiorno siano ingiustamente penalizzati nelle graduatorie ministeriali che valutano non solo la qualità della ricerca, ma anche la capacità degli atenei di attrarre risorse esterne, la quantità di tasse e contributi studenteschi, la mobilità degli studenti, tutti indicatori, questi ultimi, che premiano le regioni ricche. “Università in declino”, volume curato da Gianfranco Viesti per l’editore Donzelli, documenta come al Sud l’istruzione universitaria sia a rischio estinzione. Nel 2014 l’investimento pubblico in istruzione terziaria pro-capite nel Mezzogiorno è stato pari a 99 euro mentre è stato di 117 euro nel centro-nord, di 305 euro in Francia e di 332 in Germania.

Le Università del Sud riescono a “trattenere” non oltre il 60% dei diplomati meridionali, gli altri emigrano.

D’altra parte – sempre nel 2014 – per le borse di studio la Lombardia ha avuto dallo stato 18 milioni e la Campania meno di un terzo. E poiché l’attenzione è sulla qualità dei singoli atenei e non su quella del sistema universitario nel suo complesso, vi sono forti disincentivi alla cooperazione: se un ateneo “va peggio”, per gli altri è meglio. E’ esattamente questa la ragione per cui il professor Barnao non vuol condividere con le università del nord il lavoro che fa a Catanzaro. Una piccola protesta per un grande problema. 

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