(6 maggio 2016) “Il miracolo della musica sta proprio in questo: di essere come una luce che entra in tutti gli spazi del tempio della nostra anima. Questa luce è soprattutto consolazione: nel silenzio alcune volte insopportabile della solitudine, la musica diventa un compagno di viaggio, ci prende per mano e ci accompagna per un tratto della nostra esistenza”: parole – e “musica” – di Giuseppe Sinopoli. In occasione del quindicesimo anniversario dalla scomparsa del Maestro (1946-2001) l’Istituto italiano di cultura di Colonia propone un incontro dedicato alla sua poliedrica figura di medico, compositore, direttore d’orchestra e archeologo. L’appuntamento è per il 10 maggio (ore 19) con la conferenza del dottor Leopoldo Siano. Di origini sia siciliane che veneziane, Sinopoli fu un intellettuale mitteleuropeo che visse e operò costantemente a cavallo tra cultura italiana e tedesca. Completati gli studi di medicina all’Università di Padova, visse per molti anni a Vienna, dove approfondì tra l’altro i suoi interessi psicoanalitici. Dopo l’esecuzione a Monaco di Baviera della sua opera “Lou Salomé” nel 1981 (Bayerische Staatsoper) Sinopoli interruppe la sua attività compositiva per dedicarsi esclusivamente alla direzione d’orchestra. Non da ultimo grazie alla sua profonda cultura filosofico-letteraria si distinse come originale interprete non solo del tardo-romanticismo tedesco (Wagner, Mahler, Bruckner, Richard Strauss), ma anche del teatro musicale di Verdi e Puccini. Dagli anni Ottanta intraprese, inoltre, approfonditi studi archeologici compiendo spedizioni in Egitto e in Medio Oriente. Il 20 aprile 2001, pochi giorni prima della discussione della sua tesi di laurea in archeologia all’Università di Roma, morì inaspettatamente sul podio durante un’esecuzione dell’Aida di Verdi a Berlino. (Red)
