Berlino, 9 mag – Un appello urgente rivolto a tutti noi: se continuiamo ad approfittare in maniera così sconsiderata del nostro patrimonio culturale, le città sprofonderanno, e noi con loro. Lo lancia Salvatore Settis, archeologo e storico dell’arte, protagonista oggi insieme a Lothar Müller, esperto di Cultura e Letteratura, di una conferenza in programma all’Ici – Institute for Cultural Inquiry – di Berlino. Settis parte dall’unicità di Venezia, con le sue architetture, la sua storia e la sua geografia, passando per la Venezia apice della commercializzazione, come punto di partenza per una riflessione di fondo: esiste l’“anima” di una città? E in cosa consiste esattamente? Consiste forse nella sua storia, nei suoi abitanti, nelle sue peculiarità? Perché i grattacieli appartengono a New York ma non a Venezia? Si deve conservare la bellezza come “patrimonio dell’umanità” o le città hanno piuttosto bisogno di una “distruzione creativa”? Il convegno, in programma alle 19,30, è organizzato in collaborazione con Wagenbach Verlag e l’Istituto di cultura di Berlino. (Gnk)