Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella si è recato questa mattina, in forma privata, al cimitero di Torrita Tiberina. Dopo aver deposto un cuscino di fiori sulla tomba di Aldo Moro, è rimasto alcuni minuti in raccoglimento.
GRASSO: MORO STATISTA ILLUMINATO, SUA EREDITA’ PREZIOSA “L’immagine del corpo di Aldo Moro riverso nella Renault 4 parcheggiata in Via Caetani accese i più reconditi e oscuri timori della nostra nazione. Fu forse il giorno più buio della ‘notte della Repubblica’: ci scoprimmo fragili davanti alle insidie del furore ideologico degli anni di piombo. Trovammo la forza di reagire e, alla fine, abbiamo vinto perché le forze migliori del Paese si sono unite nel comune obiettivo di difendere la nostra democrazia. Aldo Moro è stato un grandissimo italiano e uno statista illuminato: la sua eredità è ancora una fonte preziosa di insegnamento e di ispirazione”. Così su Facebook il presidente del Senato Pietro Grasso.
LA CAMERA RICORDA LE VITTIME DEL TERRORISMO Si è svolta nell’Aula di Montecitorio, alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, la cerimonia per il “Giorno della memoria” dedicato alle vittime del terrorismo e delle stragi, aperta dall’esecuzione dell’Inno nazionale da parte del Coro dell’Istituto comprensivo Virgilio di Roma. Sono seguite le testimonianze di Giorgio Bazzega, figlio di Sergio, maresciallo di pubblica sicurezza, assassinato con Vittorio Padovani, vicequestore, a Sesto San Giovanni, durante una perquisizione domiciliare nell’abitazione del brigatista Walter Alasia; Massimo Coco, figlio di Francesco, giudice, ucciso insieme a due sottoufficiali della sua scorta da militanti delle Brigare rosse; Lorenzo Conti, figlio di Lando, ex sindaco di Firenze, assassinato da militanti delle Brigate rosse; Vittorio Occorsio, nipote di Vittorio Occorsio, sostituto procuratore ucciso a Roma da un commando di Ordine nuovo; Anna Tonelli, studentessa dell’Istituto comprensivo 4 Bologna Scuola media Panzini. Il Presidente Sergio Mattarella nell’Aula di Montecitorio È intervenuta quindi la Presidente della Camera, Laura Boldrini. Al termine il Presidente della Repubblica, con la Presidente della Camera dei deputati e con il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini, ha consegnato delle targhe alle scuole vincitrici del concorso nazionale “Tracce di memoria”. La cerimonia si è conclusa con l’esecuzione dell’Inno alla gioia da parte del Coro dell’Istituto Comprensivo Virgilio di Roma.
BOLDRINI: MANTENERE DEMOCRAZIA FORTE “Il terrorismo fu sconfitto grazie al lavoro delle forze dell’ordine e di tanti magistrati coraggiosi e fedeli alla legge. Ma fu sconfitto anche perché trovò di fronte a sé un muro di popolo : grandi partiti, sindacati uniti e rappresentativi, associazioni di cittadini, comitati di quartiere e di fabbrica, movimenti democratici degli studenti. Il terrorismo fu sconfitto dalla partecipazione dei cittadini, che isolarono gli assassini e difesero le libertà democratiche. Ecco l’eredità fondamentale che dobbiamo raccogliere da quella stagione di sangue e di resistenza”. Lo ha affermato la presidente della Camera dei deputati, Laura Boldrini, alla cerimonia di commemorazione del “Giorno della memoria” dedicato alle vittime del terrorismo e delle stragi, alla presenza del presidente della Repubblica e dei familiari delle vittime. Ed ha sottolineato: “Bisogna sempre tenere alta la soglia di attenzione e fare in modo che se in futuro qualcuno dovesse mai decidere di ritentare avventure velleitarie e scellerate di quel tipo possa trovarsi di fronte un Paese unito e una democrazia forte. E una democrazia è forte soprattutto se c’è partecipazione, se c’è cittadinanza attiva”. Inoltre Boldrini ha sottolineato che “non bisogna stancarsi mai di combattere per la verità, per fare piena luce sulla stagione tragica del terrorismo, su quelli che sono stati chiamati gli anni di piombo. Ci sono ancora omicidi e stragi senza colpevoli accertati e condannati. Complicità nascoste. Mandanti tuttora ignoti”. – Boldrini si è anche rivolta ai familiari delle vittime presenti alla cerimonia: “Le istituzioni hanno il dovere di esprimere gratitudine nei vostri confronti e di onorare la memoria delle vittime attraverso atti concreti. Un atto concreto è quello che fin dall’inizio della legislatura ci ha visto impegnati qui alla Camera in una vasta opera di trasparenza per rendere pubblici atti ancora coperti da segreto. E per lo stesso obiettivo si è impegnato il Governo con una sua direttiva. Sulle desecretazioni andremo ancora avanti. Un atto concreto sarà quello della definitiva approvazione della legge, approvata dalla Camera e ora all’esame del Senato, che introduce il reato di depistaggio. Un altro ancora sarà il riconoscimento pieno ai familiari delle vittime dei loro diritti previdenziali. Ma c’è una cosa che più di ogni altra è doveroso fare per rendere onore a chi ha sacrificato la vita per difendere la democrazia ed è quella di rendere le istituzioni e la politica sempre più pulite e sobrie. Bisogna combattere senza incertezze la corruzione, l’illegalità, il malaffare e bisogna dare voce ai tanti italiani che in modo onesto e generoso fanno politica, si impegnano nel volontariato, si occupano di tutelare i beni comuni della nostra società. Non siamo tutti uguali”.
(9 mag – PO / red)
(red – 9 mag)