“La Cooperazione italiana nel mondo deve essere multidimensionale e deve coinvolgere anche altre entità, come la Cassa Depositi e Prestiti che diventa per noi un fattore fondamentale, e gli altri ministeri. Questa sinergia va mantenuta”. Lo ha sottolineato il viceministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, Mario Giro, aprendo il seminario “Accordo di Parigi: attività di cooperazione e opportunità per l’Italia in Africa”.
UN NUOVO SISTEMA DI COOPERAZIONE – “Il 2016 – continua Giro – si caratterizza come anno di lancio del nuovo sistema della Cooperazione. La nuova legge 125 ha creato la nuova Agenzia italiana per la Cooperazione allo sviluppo, uno strumento operativo più snello che ha anche immaginato una Cooperazione fatta a tridente: gli aiuti pubblici allo Sviluppo, una Cooperazione economica che coinvolga anche il settore privato, e la cultura”.
IL MODELLO ITALIANO NEL MONDO – Ricordando l’ impegno di alzare il numero dei “Paesi strategici a 29 entro il 2018”, Giro si sofferma sull’obiettivo di “farci veicolo del modello italiano” attraverso “un piano sull’educazione e la cultura” perché “il modello italiano dell’ insegnamento è considerato uno dei migliori al mondo” e puntando sulle “Pmi e sulle energie rinnovabili”. Questi, continua il viceministro degli Esteri, “sono tutti settori che si intersecano” e perciò è necessario “lavorare insieme per obiettivi aumentando così la capacità di impatto”. La Cooperazione, conclude Giro, “è pronta a farsi veicolo di tutto questo: tutti obiettivi a breve-medio termine con cui dimostrare che può funzionare”. (Sip – 10 mag)