(11 maggio 2016) Stima e rispetto reciproco ma anche sfide economiche e sociali comuni. Si festeggiano quest’anno i 150 anni di rapporti bilaterali tra Italia e Giappone, sugellati attraverso il Trattato di amicizia e di commercio (25 agosto 1866). Un percorso di sviluppo comune celebrato alla Farnesina con un’esposizione dedicata, inaugurata nell’ambito delle manifestazioni previste per la nuova edizione di Farnesina Porte Aperte. “Nonostante la lontananza geografica tra i nostri due Paesi, le relazioni diplomatiche risalgono già alla metà del 1500 e nel 1866, con il Trattato, i rapporti si sono intensificati e sviluppati” ha ricordato Massimo Gaiani, direttore generale per la Mondializzazione e le Questioni globali del ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale. Gaiani ha sottolineato la “condivisione di interessi sulla scena globale” e i percorsi comuni che “Italia e Giappone stanno affrontando in questa fase storica”. Una “fratellanza” testimoniata anche dalla “staffetta” nella presidenza del G7 (quest’anno a guida giapponese e l’anno prossimo a guida italiana) e dai numerosi eventi culturali e celebrativi, a partire da questa sera quando il Colosseo si illuminerà di rosso “per veicolare – ha concluso Gaiani – un messaggio di speranza”. Alla mostra documentale e bibliografica (“un’opera straordinaria di ricerca negli archivi storici” l’ha definita Umberto Vattani, presidente della Fondazione Italia Giappone ed ex segretario generale della Farnesina) se ne affianca una fotografica, “Meian, chiaroscuri giapponesi”, dell’artista Maria Bonanotte, a dimostrazione del fatto che le relazioni italo-giapponesi non si fondano solo sul piano diplomatico, ma anche su quello culturale e artistico. Ma non solo: Vattani, in questo senso, ha ricordato che il 17 ottobre la Fondazione Italia Giappone organizzerà un seminario sul problema della sostenibilità, “importante per tutti e due i Paesi”. (Sip)