In Siria, “la tanto attesa tregua, raggiunta con grande fatica e dopo troppe atrocità, viene costantemente messa in discussione” e questo “ha un impatto immediato, oltre che sulla regione, sull’intera Unione Europea, ad iniziare, ma non solo, dalla questione dei rifugiati”. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della visita al Contingente italiano della missione Unifil in Libano. “Su questo argomento si è aperto nell’Unione un dibattito dai toni talvolta sconsiderati, appartenenti a un passato remoto d’Europa e che, invece, qualcuno vorrebbe riproporre, dimenticando le tragedie che ha provocato” ha detto Mattarella.
L’ESEMPIO DEL MIGRATION COMPACT – Per affrontare la questione migranti, secondo Mattarella, “vanno aiutati anzitutto i Paesi dai quali hanno origine i flussi migratori, ma, con grande ragione, vanno sostenuti quei Paesi di transito e di asilo maggiormente investiti dal fenomeno, come è il caso del Libano”. “Si tratta di iniziative che vanno sviluppate e coordinate in più ambiti: le proposte raccolte nel ‘Migration compact’ presentate in ambito dell’Unione Europea, ne sono un esempio” continua Mattarella ricordando che “l’Europa conserva nella sua memoria la lunga ed estenuante serie di conflitti che hanno minato la pace anche nel resto del mondo”.
MISSIONE UNIFIL, UN SUCCESSO ITALIANO – “Il teatro del Libano vede da anni un impegno del nostro Paese nell’ambito dell’iniziativa assunta dalle Nazioni Unite: sono molto lieto di effettuare qui la mia prima visita, in qualità di Presidente della Repubblica, ad un nostro contingente militare impegnato all’estero. Ed è con soddisfazione che guardiamo ai risultati conseguiti da Unifil, una missione che certamente rappresenta uno dei maggiori successi delle Nazioni Unite, qui presenti dal lontano 1978”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della visita al Contingente italiano della missione Unifil in Libano. “L’Italia – continua Mattarella – non ha mai fatto mancare il suo sostegno, anche quando ci veniva chiesto un maggior impegno a seguito del rafforzamento della missione nel 2006 con Unifil 2. Una missione pluridecennale, impegnativa, in una nazione culla di grandi civiltà del Mediterraneo, frutto della convivenza di differenti tradizioni e confessioni religiose. Una terra di grande cultura alla quale l’Italia ha sempre guardato con simpatia ed amicizia”.
UNIFIL, MISSIONE SEMPRE PIU’ IMPORTANTE – “In Libano operano oggi con armonia e comunità d’intenti, militari e civili di 40 diversi Paesi, uniti dagli stessi ideali, pienamente consapevoli dell’importanza che riveste questo Paese negli equilibri regionali. Unifil, esperienza di quanto siano importanti il dialogo ed il rispetto reciproco, è la dimostrazione che obiettivi anche difficili possono essere raggiunti quando la comunità internazionale si muove in maniera corale, promuovendo la stabilizzazione e la pace, mettendo al centro la sicurezza collettiva” continua Mattarella sottolineando che “di questa solidarietà collettiva e di questa visione unitaria abbiamo sempre più bisogno. Oggi, la missione affidata a Unifil è diventata, se possibile, ancor più importante”.
L’ITALIA PROTAGONISTA NELLA DIFESA DELLA PACE – “L’Italia partecipa in maniera così convinta e con ruoli decisivi alle missioni di pace in quest’area, nell’ambito delle scelte delle Organizzazioni internazionali alle quali il nostro Paese aderisce. Lo facciamo nella consapevolezza che ogni persona ha dignità da rispettare. Che i diritti umani sono indivisibili. Lo facciamo per la nostra sicurezza e per quella collettiva” sottolinea Mattarella. “Ognuno di voi – dice rivolgendosi al contingente italiano – ha il diritto di sentirsi giustamente fiero per il contributo che sta offrendo, nei diversi ruoli di ciascuno, alla realizzazione di un disegno così importante. L’Italia è protagonista nella difesa della pace, e voi, in questo, siete l’Italia”.
MILITARI, TRA I MIGLIORI AMBASCIATORI DELL’ITALIA “Il grande equilibrio e l’assoluta equidistanza fra le parti, la sensibilità nei confronti della popolazione, che mostrate sempre, anche nei momenti più difficili – qui come in Kossovo, in Afghanistan, in Iraq, in Somalia e ovunque il Paese vi chieda di andare – sono la carta d’identità delle nostre Forze Armate – conclude il Capo dello Stato -. E’ attraverso questi caratteri che emerge l’ ‘italianità’ dei nostri militari, sinonimo di rispetto, generosità e giustizia – continua il Capo dello Stato -. Siete fra i migliori ambasciatori del nostro Paese, nelle situazioni più difficili”. (Red – 13 mag)