Il sacerdote “cammina con il cuore e il passo dei poveri”, “reso ricco dalla loro frequentazione” e non cerca “titoli onorifici”, “non domanda nulla che vada oltre il reale bisogno”: così Papa Francesco, aprendo i lavori della 69esima Assemblea generale della Conferenza episcopale italiana. I lavori, che termineranno giovedì, si svolgono in Vaticano nell’Aula del Sinodo e hanno come filo conduttore “Il rinnovamento del clero”. Domani l’intervento del cardinale presidente, Angelo Bagnasco. Secondo il Pontefice, il sacerdote non è “un burocrate”, ma “sa che l’Amore è tutto” e “si fa prossimo di ognuno”. Per Papa Francesco, “è scalzo” il prete rispetto ad una terra che si ostina a considerare “santa”: “non si scandalizza per le fragilità che scuotono l’animo umano”, “è distante dalla freddezza del rigorista, come pure dalla superficialità di chi vuole mostrarsi accondiscendente a buon mercato”. È lo stile di vita semplice e disponibile del sacerdote, che lo presenta credibile e lo avvicina agli umili. In una parola deve essere “un uomo di pace” e “uno strumento della tenerezza di Dio”. La sua amicizia con Gesù, sottolinea il Papa, lo porta ad avere la fiducia “di chi crede che l’impossibilità dell’uomo non rimane tale per Dio”.
(Red – 16 mag)