(17 maggio 2016) L’Istituto italiano di cultura di Praga ha ospitato nei giorni scorsi un evento dedicato alla figura dello scrittore e giornalista Tiziano Terzani. L’incontro si è tenuto in occasione della traduzione in ceco del libro “Un altro giro di giostra – Ještě jedna jízda na kolotoči” (Malvern edizioni) ed è stato preceduto dalla proiezione del film “Anam il Senzanome” (2004), l’ultima intervista rilasciata dall’autore al regista Mario Zanot e trasmessa dalla Rai. Al successivo dibattito hanno preso parte i traduttori dell’opera, Jakub e Michal Hankiewicz, e Folco Terzani, figlio del celebre scrittore, il quale ha sottolineato come la grande attenzione del pubblico dell’Est Europa verso le opere paterne rientra in quel filone di rinascita della spiritualità sviluppatosi col post-comunismo nei Paesi dell’ex blocco sovietico. Nella narrazione dei numerosi insegnamenti ricevuti dal padre, Folco si è soffermato sull’importanza della maturazione interiore di ciascun individuo, un percorso che deve progredire libero da imposizioni e da condizionamenti esterni. “Fai una vita in cui ti riconosci, devi essere padrone di stesso, anche nella malattia”, sono le parole con cui un Tiziano Terzani sorridente ha salutato il figlio poco prima di spegnersi il 28 luglio del 2004 nel suo rifugio di Orsigna, sull’Appennino tosco-emiliano. “Mio padre prima mi ha insegnato a vivere, poi a morire”, ha concluso un Folco Terzani visibilmente commosso. (Red)