Radicale, socialista, liberale, federalista europeo, anticlericale, antiproibizionista, antimilitarista, nonviolento e gandhiano. Amava definirsi in tutti questi modi, Marco Pannella, tutti raccolti nella sterminata pagina alla sua voce di wikipedia. E d’altro canto sarebbe stato impossibile racchiudere quello che è stato il leader dei Radicali in una definizione sola, se non proprio quella: Radicale, appunto. Fu proprio quello il nome che diede alla sua creatura di tutta una vita, il Partito Radicale dei Democratici e dei Liberali che fondò nel 1955 dalla fuoriuscita dal Pli, insieme a intellettuali del calibro di Eugenio Scalfari.
LE BATTAGLIE – Grande sostenitore dell’arma referendaria e delle dimostrazioni clamorose (il primo sciopero della fame risale al 1961, contro la guerra d’Algeria, un metodo mai abbandonato e che negli ultimi tante, troppe volte ha fatto temere per le condizioni precarie di salute in cui finiva per ridurlo), fu il grande condottiero di battaglie culturali storiche, come l’introduzione del divorzio e dell’aborto. Ma la sua battaglia andava in tutte le direzioni: le condizioni dei carcerati, la legalizzazione delle droghe leggere, l’anti-militarismo portato allo stremo, le lotte con l’Associazione Luca Coscioni per la procreazione assistita e il diritto all’eutanasia. Il tutto coniugando la purezza del sognatore con l’estremo pragmatismo e l’assoluta assenza di ideologie preconcette, che lo ha portato spesso ad alleanze estemporanee a sorpresa: a volte con Berlusconi, più spesso con il centrosinistra.
CORDOGLIO UNANIME – Sarà per questo che oggi, nel giorno della sua scomparsa a 86 anni compiuto da poco più di due settimane, il cordoglio è unanime. Il premier Matteo Renzi lo omaggia come “un grande leader politico italiano, protagonista di tante battaglie. Vorrei tributare un grande omaggio a questo coraggioso combattente per la libertà. Roberto Giachetti, candidato sindaco di Roma per il Pd ed ex radicale, lo saluta così: “Caro Marco, vorrei solo dirti di questa solitudine che mi lasci avvolta nel dolore. E dirti che quella nostra rosa per me ci sarà ancora”. Ma anche il centrodestra lo saluta con calore: Ciao Marco Pannella. Figura storica, uomo visionario, protagonista indomito di tante battaglie civili nel nostro Paese. Italia ha perso un grande” scrive Renato Brunetta. E l’attuale presidente dei Radicali Italiani, Marco Cappato, dice a SkyTg24: “Pannella è entrato nel vissuto delle persone, ha avuto la capacità di occuparsi anche delle questioni più intime legate alla nostra felicità. E’ per questo che oggi tutto lo piangono”. (Sis – 19 mag)