L’ istituto del matrimonio sembra in declino fra le generazioni più recenti. La propensione a sposarsi la prima volta è in forte calo perché l’ evento è posticipato verso età più mature: nel 2014 l’ età media al primo matrimonio è arrivata a 34,3 anni per gli sposi e a 31,3 per le spose. Particolarmente esplicativo è il caso delle donne che a 30 anni non hanno ancora lasciato la famiglia di origine – oltre 2,7 milioni, rappresentano più dei due terzi delle trentenni – cresciute di 48 mila unità fra il 2008 e il 2014. Nel contempo sono diminuite di circa 41 mila unità le spose alle prime nozze tra 18 e 30 anni. E’ quanto si legge nel Rapporto annuale dell’ Istat. I primi matrimoni sono in forte diminuzione e aumentano quelli celebrati esclusivamente con il rito civile (questi ultimi da 20,3% nel 1996 a 43,1% nel 2014). Chi decide di convolare per la prima volta a nozze lo fa sempre più tardi: l’ età media al primo matrimonio delle donne è di 30,7 anni nel 2014. La famiglia tradizionale – composta dalla coppia coniugata con figli – non è più il modello dominante, rappresenta ormai meno di un terzo delle famiglie (32,9%), avanzano invece nuove forme familiari. Più che raddoppiate le famiglie unipersonali di giovani e adulti non vedovi – ormai riguardano il 7,9% della popolazione – mentre le libere unioni sono oltre un milione: in oltre la metà dei casi si tratta di convivenze more uxorio tra partner celibi e nubili. Superano il milione anche le famiglie ricostituite.
SI VIVE ANCORA CON I GENITORI Un tempo il ciclo di vita era scandito da fasi universali, ordinate e legate all’ età degli individui. A partire dagli anni Sessanta, invece, il processo di transizione allo stato adulto ha perso le precedenti rigidità e si è progressivamente articolato grazie ai cambiamenti avvenuti sia nella cronologia degli eventi sia nella loro sequenza. Nel 2014 in Italia vivono ancora con i genitori più di sei giovani tra i 18 e i 34 anni su dieci (62,5%), il 56,9% delle ragazze e il 68,0% dei coetanei. Nel contesto europeo il nostro Paese fa parte dell’ Europa mediterranea, dove i legami familiari sono “forti”, mentre la media europea è del 48,1%. Il divario temporale tra distacco dalla casa dei genitori e prima unione (quasi sempre le prime nozze) è aumentato nel corso delle generazioni, a testimoniare la crescente de-sincronizzazione tra questi due momenti del corso di vita. La formazione dell’ unione diventa un processo variegato se si considera che, sempre più spesso, si rilevano esperienze di unioni libere non solo come preludio alle nozze (convivenze prematrimoniali), ma anche come forme di unione alternativa al matrimonio. I percorsi alternativi crescono rapidamente, dal 5,3% per le nate nel 1940-49, al 21,6% per le nate trent’ anni dopo, nel 1970-74. Ad aver lasciato la famiglia di origine a 30 anni senza aver coabitato o avuto figli è il 17,5% degli uomini e il 9,8% delle donne fra i nati negli anni Settanta, meno della metà fra i nati negli anni Cinquanta. L’ effetto della posticipazione è più netto se si considera il livello di istruzione.
(20 mag – red)