Roma, 20 mag – A marzo 2016 le esportazioni sono diminuite dell’1,5% rispetto al mese precedente (dati destagionalizzati), le importazioni del 2,4%. Nel primo trimestre il commercio estero segna una battuta d’arresto, più marcata per le importazioni (-2,9%) che per le esportazioni (-1,7%). E’ quanto si legge nel Rapporto annuale dell’Istat. Un contributo negativo alla crescita del Prodotto interno lordo nel 2015 è giunto dalla domanda estera netta (per circa tre decimi di punto), a sintesi del più deciso aumento delle importazioni di beni e servizi (+6,0% in volume) rispetto a quello registrato per le esportazioni (+4,3%). La crescita delle importazioni di merci in valore (+3,3%) è stata favorita dalla ripresa sia dei consumi delle famiglie sia degli investimenti, in particolare nel settore dei mezzi di trasporto. Il rilancio della domanda interna ha determinato nel 2015 una dinamica delle importazioni particolarmente vivace. La quota di beni e servizi acquistati dall’estero (grado di penetrazione) è aumentata, recuperando la flessione degli anni precedenti, in linea con quanto sperimentato negli altri paesi Uem. Tuttavia, nello stesso anno è aumentata anche la propensione a esportare; la dinamica congiunta dei due indicatori riflette le trasformazioni del sistema economico e il crescente grado di apertura internazionale e di integrazione produttiva dell’economia italiana. Le esportazioni italiane di merci in valore hanno registrato un aumento ancora più sostenuto (+3,8%).
(red)