Roma, 23 mag – Il voto in Austria che indica come la metà degli austriaci abbiano votato per Hofer e il suo Fpo “è l’ennesimo segnale di allarme per un’Europa che non deve perdere tempo. La crescita dei populismi è frutto della crisi economica e sociale, a cui l’Europa ha risposto con le ricette sbagliate dell’austerità, sommata alle timidezze e ai ritardi sulla crisi dei migranti. Ora finalmente stiamo cominciando a vedere proposte politiche più intelligenti, sull’economia come sui migranti: bisogna procedere spediti per essere alternativi ai populisti”. Lo afferma il sottosegretario agli Affari europei Sandro Gozi, in una intervista alla Stampa, secondo cui “l’Europa deve svegliarsi. E uscire dalla tentazione di trattare tutto come ordinaria amministrazione, rimandando a domani quel che deve affrontare oggi”. E aggiunge: “C’è una classe media impaurita, tra cui anche elettori di sinistra, che si è gettata tra le braccia dei populisti. Non bisogna demonizzare questi elettori, ma ascoltarli e passare al contrattacco, proponendo ricette nettamente diverse: se si pensa di proporre populismo in salsa democratica, gli elettori preferiranno sempre il menù originale”. Evidenzia anche che “una delle conseguenze più gravi della crisi economica e dei migranti è la mancanza di fiducia reciproca in Europa. Ma gli stop and go austriaci sui controlli al Brennero sono gesticolazioni elettorali non giustificate dai dati reali. Non si può tenere in ostaggio una frontiera simbolica come il Brennero per tutta la campagna elettorale: anziché inseguire paure e fobie infondate, si propongano vere soluzioni comuni”. E conclude: “E’ evidente che servono risorse, e ci sono varie idee su come reperirle: valutiamo tutte le possibilità e decidiamo. L’importante è agire rapidamente: l’Europa deve smetterla di arrivare sempre troppo tardi”.
(red)