“Abbiamo solo 14 anni per cambiare modello di sviluppo e cercare di risolvere problemi enormi, come la povertà, la disoccupazione, le disuguaglianze economiche, sociali e di genere, il degrado ambientale. Per farlo, lo sviluppo sostenibile deve entrare nelle decisioni politiche, nelle attività delle imprese, degli enti no profit e dei singoli cittadini. E’ questo l’impegno che l’Italia ha assunto, insieme agli altri paesi del mondo, sottoscrivendo, il 25 settembre 2015, l’Agenda 2030 dell’Onu per evitare il collasso non solo ambientale, ma anche dei sistemi economici e sociali. Rispettare questo impegno non sarà facile se, come rileva l’Osservatorio europeo sulla sicurezza, le minacce globali come povertà, inquinamento, conflitti, sono al top delle preoccupazioni dei cittadini, mentre la politica si concentra su altri temi e solo il 9% degli italiani sa cosa siano i 17 obiettivi di sviluppo sostenibile concordati dai paesi dell’Onu”. Così Enrico Giovannini, portavoce dell’Alleanza italiana per lo Sviluppo Sostenibile (Asvis), che ha organizzato la Conferenza “Italia 2030: Governo, imprese e società civile di fronte alla sfida dello sviluppo sostenibile”, evento che questa mattina a Roma, all’Accademia di Belle Arti, ha aperto la Settimana Europea per lo Sviluppo Sostenibile.
LA SETTIMANA – La Settimana Europea per lo Sviluppo Sostenibile (ESDW – European Sustainable Development Week), che quest’anno si svolge dal 30 maggio al 5 giugno, prevede la mobilitazione degli stakeholder presenti in ciascuno dei 38 paesi europei aderenti affinché organizzino attività, progetti ed eventi che promuovano lo sviluppo sostenibile e, da quest’anno, anche iniziative collegate ai 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (Sustainable Development Goals – SDGs) dell’Agenda 2030. Ad oggi, già più di 3700 iniziative sono state registrate in 38 paesi europei, 24 delle quali in Italia. “Tutti abbiamo la responsabilità di cambiare l’attuale modello di sviluppo e diffondere, a ogni livello, consapevolezza e cultura della sostenibilità”, aggiunge l’ex ministro del Lavoro. Per questo l’Asvis, organizzazione che riunisce oltre 100 dei più importanti soggetti dell’economia e della società italiana, ponendo il tema al centro del dibattito politico ed economico, chiede a Governo, imprese e società civile un impegno forte per raggiungere i 17 Obiettivi e i 169 Target dell’Agenda 2030 (Sustainable Development Goals – SDGs), su cui anche l’Italia ha preso precisi impegni. “Ogni anno che ci avvicina al 2030”, conclude Giovannini, “rappresenta il 7% del tempo che ci siamo dati per salvare il mondo. Poiché cambiare certi processi richiede tempo e visto che alcuni obiettivi devono essere raggiunti già entro il 2020, come per esempio la riduzione della povertà e degli oltre 2 milioni di NEET, non c’è tempo da perdere. Perciò l’ASviS si impegnerà affinché questi temi siano messi al centro del dibattito pubblico, anche in vista delle elezioni generali del 2018”.
CONTRO LA DISINFORMAZIONE – E sarà una dura sfida. Secondo Eurobarometro, infatti, solo il 30% degli italiani ha sentito parlare degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, il 60% pur avendone sentito parlare, non ne conosce il contenuto, il 27% ne ha una vaga idea e solo il 9% ne è realmente a conoscenza. Di fronte a questi dati, l’ASviS intende sensibilizzare gli operatori pubblici e privati, la pubblica opinione e i singoli cittadini sull’Agenda 2030, stimolare la ricerca e l’innovazione, proporre politiche per il raggiungimento degli Obiettivi, contribuire allo sviluppo di adeguati strumenti di monitoraggio. L’iniziativa è coordinata dall’European Sustainable Development Network (ESDN), una rete informale di soggetti istituzionali (tra cui Commissione europea, Unep, ministeri, ecc.), associazioni ed esperti che si occupano di politiche e strategie di sviluppo sostenibile. La ESDN opera dal 2003 ed è attualmente la più grande rete di scambio su strategie e politiche per lo sviluppo sostenibile e di buone pratiche in Europa. Ha circa 200 membri provenienti da 38 paesi, tra cui tutti i 28 Stati membri dell’Unione europea. (Red – 30 mag)
