Roma, 31 mag – Sono 465 i punti vendita in arrivo dalla base Confimprese nel 2016 fuori dai confini italiani, in crescita del 35% sul 2015 e oltre 1.100 (1.120) le persone assunte. Ad attirare la voglia di imprenditoria oltreconfine sotto l’egida del franchising non sono, però, solo le attuali mecche del turismo e del denaro facile come Arabia Saudita, Dubai, Oman, Iran, ma anche i paesi del Vecchio Continente, Svizzera, Belgio, Uk, Francia, Germania, dell’Est Europa (Romania, Bosnia) e delle ex Repubbliche sovietiche. “Se il made in Italy fosse un marchio sarebbe il terzo più noto al mondo – chiarisce Mario Resca, presidente Confimprese -. Esportarlo all’estero significa sostenere la forza del brand e farlo conoscere ai consumatori stranieri affamati di prodotti italiani, dal fashion al food agli accessori. Tra i settori più vivaci che apriranno nel 2016 oltre 1.100 negozi nel mondo troviamo proprio abbigliamento e cibo. Alle nostre imprese va il compito di educare e spingere il consumatore verso i marchi italiani”.