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Roma, Flavio Parente
presenta “id”

it@withub.it by it@withub.it
10 Giugno 2016
in Archivio speciali - Mostre
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ROMA, FLAVIO PARENTE PRESENTA “ID”

Curva Pura – contenitore di Arte, Design ed Architettura all’ombra del Gazometro a Roma – presenta “id”, la nuova personale dell’artista multiforme Flavio Parente, curata da Yuliya Galycheva, che attraverso fotografie, video e installazioni, indaga sul tema dell’identità. L’ego, la mutazione dell’io, la separazione dall’origine universale attraverso la nascita coinvolgono il visitatore in una mostra di cui lui è una parte attiva e cangiante grazie anche alla natura interattiva dell’allestimento. Vincitore del concorso internazionale “Enzimi” nel 2000 con il lavoro fotografico ”Sublimazioni”, in mostra sia a Campo Lanciani sia all’Ex Mattatoio di Testaccio, Flavio Parente ha mantenuto l’eterogeneità del suo stile introspettivo ed espressionista, più delle volte caratterizzato dalle lunghe esposizioni nella realizzazione delle immagini, ed ha continuato ad improntarlo sulla serialità ed interiorità. Il suo interesse per la natura dei frattali e la loro manifestazione nei marmi delle antiche chiese romane hanno concesso di espandere la sua ricerca verso le suggestioni nelle opere di pittura e scultura ecclesiastica. Una selezione di vastissime e diversissime opere sono in esposizione allo spazio Curva Pura, nella mostra dal titolo “id”, con l’origine dal latino che significa “quello”, ed in termini occidentali “identità”, riferimenti suggestivi, che invitano ad osservare se stessi al di fuori di sé. Dietro le fotografie e video realizzate in tempi lunghissimi, appare una caratteristica che sembra dilatare l’esperienza sensoriale, un’indagine in un’aria mistica e misteriosa sull’identità collettiva e individuale, sulla spiritualità, sul mondo dall’inesorabile deterioramento e caratterizzato dalla eventuale mutazione di ogni forma fisica. L’allestimento della mostra prevede l’alternanza dei lavori con elementi specchianti dal significato metaforico, che metteranno l’osservatore di fronte alla propria identità definita dagli oggetti  riflettenti, una percezione di sé confinata dalla forma dell’oggetto materico che la contiene. “Identità, alterità, il continuo tra ciò che ha cessato di essere, sono tra i potenti temi accostati da Flavio Parente che si svolgono nell’interazione tra meccanica fotografica e occhio umano lungo i labili confini determinativi dell’‘id’: e le immagini sono una galleria di specchi, stranianti e al contempo accoglienti, in cui mirare il nostro passaggio”, scrive Luca Arnaudo nel suo testo critico della mostra di Flavio Parente. “id” è una mostra organizzata da “River of Trees”, un progetto artistico che sin dall’inizio indaga, all’interno dello Spazio Curva Pura e non solo, le sperimentazioni contemporanee e i nuovi linguaggi italiani ed internazionali. La mostra sarà visitabile fino al 19 giugno su appuntamento.

 

CATANZARO: OMAGGIO A GIOSETTA FIORONI

Fino al 31 agosto, il Museo Marca di Catanzaro dedica una retrospettiva a Giosetta Fioroni, una tra i maggiori protagonisti della pop art italiana ed esponente della scuola di Piazza del Popolo di Roma. La mostra “Giosetta Fioroni. Roma anni ’60” ripercorre i primi anni della carriera dell’artista romana, attraverso 70 tele e carte d’argento realizzate tra gli anni Sessanta e i primi anni Settanta, momenti cruciali della sua ispirazione. Il percorso espositivo è inoltre ricco di documenti provenienti dall’Archivio Fioroni, come i bozzetti de “La Spia Ottica”, performance che inaugurò nel 1968 il Festival Il Teatro delle Mostre, i disegni degli abiti di scena per l’opera Carmen, diretta da Alberto Arbasino nel 1967 per il Teatro Comunale di Bologna, i film in Super8 e 16mm del 1967, le illustrazioni per le copertine di libri. La rassegna evidenzia la svolta alla sua figurazione che avviene tra il 1963 e il 1964, data della sua partecipazione alla Biennale di Venezia, passata alla storia come la “Biennale della Pop”, dove il suo lavoro si confronta direttamente con quelli degli artisti romani quali Franco Angeli, Tano Festa, Titina Maselli, Mario Schifano, vertici di una temperie culturale che prenderà il nome di “Pop romana” e che la vide, fin da subito, assoluta protagonista. In mostra anche il ritratto a Goffredo Parise, lo scrittore vicentino che divenne suo compagno di vita per oltre un ventennio. In questa fase, Giosetta Fioroni assume come cifra distintiva il colore argento che caratterizzerà i suoi lavori tra il 1964 e il 1967. Il decennio degli anni Settanta ed il percorso espositivo si chiude idealmente con Grande freccia che indica la casa in campagna. E’ un lavoro che segna il suo abbandono alla mondanità che aveva caratterizzato, fino ad allora, la sua vita. Con Goffredo Parise decise infatti di lasciare Roma per ritirarsi a Salgareda, minuscola frazione di un piccolo paese sul Piave.

 

MILANO: LE REGATE DEL MEDITERRANEO

Un excursus suggestivo di cinquanta scatti che immortalano, con la medesima ammirazione, i piccoli Optimist dei Velisti in erba, le classi metriche olimpiche, così come le imponenti “Signore del Mare” e i moderni catamarani dell’America’s Cup. E’ “Mare Forza Venti”, la mostra di foto di Francesco Rastrelli e Roberta Roccati, in mostra fino al 14 luglio, presso l’Auditorium “Piero Calamandrei” dello studio legale La Scala di Milano. A coronamento di oltre 10 anni di successi professionali nella foto sportiva di yachting, i fotografi Francesco Rastrelli e Roberta Roccati hanno selezionato una collezione di immagini tratte dalle maggiori regate nel Mediterraneo. La Scala è da tempo presente nel mondo della vela sportiva dove assiste stabilmente i cantieri Devoti, Lillia, Riva e Colombo, nonché gli atleti olimpici del Garnell Sailing Team (Francesco Marrai e Giorgio Poggi).

 

FIRENZE: IL GOL DI MARADONA NEL BUNKER LIBANESE

Si tiene fino al 31 luglio, al Museo Marino Marini di Firenze, la mostra “La Mano De Dios”, prima personale in Italia del 33enne artista libanese Rayyane Tabet realizzata con il supporto di Regione Toscana e OAC-Ente Cassa di Risparmio di Firenze e parte del Programma Speciale Fiere Pitti Immagine 2016 promosso dal Centro di Firenze per la Moda Italiana e realizzato grazie al contributo di Mise e Agenzia Ice. A Firenze l’artista presenta l’ultimo capitolo della serie “Five Distant Memories: The Suitcase, The Room, The Toys, The Boat and Maradona” (2006-2016); un progetto decennale legato ai suoi primi ricordi d’infanzia nella Beirut della guerra. “La Mano De Dios”, il progetto che chiude la serie, ha come punto di partenza il famoso gol di mano che Maradona segnò contro l’Inghilterra nei quarti di finale del Mondiale del 1986. Quella partita, carica di tensioni politiche dovute alla guerra delle Falklands, terminata solo quattro anni prima, è passata alla storia come la vendetta degli Argentini contro gli Inglesi. L’opera in mostra consiste in un vasto intervento architettonico nella cripta del Museo che l’artista ha realizzato basandosi sul ricordo dell’annuncio alla radio del gol. A Beirut la notizia fu preceduta dalla sirena che solitamente segnalava il pericolo di imminenti bombardamenti, volutamente inserita dal commentatore radiofonico per avere la massima attenzione possibile dagli ascoltatori. Utilizzando vari elementi riconducibili al contesto originale della sua memoria – il bunker usato dalla famiglia dell’artista durante la guerra civile – Tabet ha creato un ambiente sfruttando la particolare struttura architettonica della cripta che, durante la Seconda Guerra Mondiale, fu usata come rifugio dagli abitanti del quartiere durante i bombardamenti aerei.

 

ROMA: OPERE D’ARTE RECUPERATE DAI CARABINIERI

Al Museo Storico dell’Arma dei Carabinieri, a Roma, fino al 3 luglio, è allestita una mostra di opere pittoriche e archeologiche recuperate recentemente dal Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale. Spicca, in particolare, la lettera, originale e falsa, con cui Cristoforo Colombo annunciava la scoperta del Nuovo Mondo e altre opere di eccezionale valore, tra cui un dipinto del Canaletto, una rara scultura depredata dal sito archeologico di Palmira, in Siria, due affreschi del 1200 e le opere dell’artista spagnolo Victorio Macho, trafugate recentemente sul lungotevere a Roma.

 

ROMA: L’APPIA RITROVATA DI PAOLO RUMIZ 

La mostra fotografica, documentaria e multimediale dal titolo “L’Appia ritrovata. In cammino da Roma a Brindisi”, allestita fino al 18 settembre all’Auditorium Parco della Musica di Roma, sancisce la riscoperta e la restituzione al Paese dell’intero percorso della prima grande via europea, da Roma a Brindisi, percorsa a piedi nell’estate 2015, a 2.327 anni dall’inizio della sua costruzione da Paolo Rumiz, Riccardo Carnovalini, Alessandro Scillitani e Irene Zambon. Il loro itinerario – conclusosi il 13 giugno 2015 dopo 611 chilometri, 29 giorni di cammino e circa un milione di passi – ha consentito di tracciare finalmente il percorso integrale della madre di tutte le vie, dimenticata in secoli di dilapidazione, incuria e ignoranza: L’Appia. La mostra consente di rivivere questa affascinante riscoperta attraverso le fotografie di Riccardo Carnovalini integrate da un reportage di Antonio Politano e da istantanee estratte dai filmati “on the road” di Alessandro Scillitani. Nel percorso espositivo, anche alcune immagini dei viaggi di Luigi Ottani sui confini dei migranti e dei sopralluoghi di Sante Cutecchia sulla Regina Viarum, oltre ai filmati di Alessandro Scillitani e le musiche e le installazioni audio di Alfredo Lacosegliaz.

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