(14 giugno 2016) Riti sacri con vino risalenti a 5 mila anni fa: è quanto emerso grazie al lavoro della missione archeologica dell’Università Ca’ Foscari di Venezia in Georgia, che ha scoperto tracce di vino in un vaso a forma di animale datato intorno al 3000 a.C., portato alla luce in un ambiente probabilmente dedicato al culto, nel sito archeologico di Aradetis Orgora nella provincia di Shida Kartli, a circa 100 chilometri da Tbilisi. La missione cafoscarina è partita nel 2013 ed è sostenuta dal ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale. Sono stati trovati nel recipiente numerosi grani ben conservati di polline di Vitis vinifera, la vite comune. Gli archeologi confermano dunque l’ipotesi che il vino avesse un ruolo centrale nella cultura detta Kura-Araxes, tanto da essere utilizzato anche in libagioni rituali. La scoperta, giunta dopo le analisi svolte dalla palinologa georgiana Eliso Kvavadze, è annunciata dalla missione archeologica italo-georgiana co-diretta dall’archeologa cafoscarina Elena Rova e da Iulon Gagoshidze del Museo Nazionale Georgiano di Tbilisi. Oltre al polline di vite, Kvavadze ha rilevato la presenza di pollini provenienti da numerose altre piante, che sono tutt’ora in corso di studio. Il vaso, purtroppo privo di testa, ha un corpo a forma di animale, con tre piedini, ed è dotato, nella parte posteriore, di un foro per versare liquidi. È stato rinvenuto assieme ad un secondo esemplare di forma simile e ad una giara sul pavimento bruciato di un grande ambiente di forma rettangolare con angoli arrotondati, verosimilmente dedicato al culto. I risultati delle analisi effettuate con il metodo del carbonio-14 confermano la datazione dei reperti al 3000-2900 a.C. circa. I due recipienti zoomorfi sono fino ad oggi privi di paralleli nella regione. La campagna 2015, durante la quale sono stati rinvenuti i vasi, ha coinvolto 27 persone tra ricercatori e studenti di entrambi i paesi. La campagna 2016 inizierà venerdì e proseguirà fino alla fine di luglio. (Red)