Roma, 17 giu – “E’ stato riconosciuto ciò che il mondo della speleologia rappresenta, il lavoro di chi sta al buio e che ora finalmente si trova sotto i riflettori. Sono contento di questo perché nei prossimi anni sarà ciò che scopriremo nelle profondità della terra a influenzare la visione del nostro pianeta. Oramai coi satelliti conosciamo ogni centimetro della superficie terrestre, le grotte e gli oceani sono le nuove frontiere rimaste da esplorare. Insieme allo spazio. Non a caso insegno in Germania all’Agenzia spaziale europea”. Cosi Francesco Sauro, speleologo padovano e docente (precario) all’Università di Bologna che, a 31 anni, è stato indicato dal “Time” tra i dieci millennials, i nati dagli anni ’80 al 2000, in grado di influenzare il futuro del pianeta. Per “salvare” la sua ricerca l’università di Bologna gli ha riaffidato un corso che aveva perduto come professore a contratto e il coordinamento di due dottorati: “Sia chiaro, nessuna corsia preferenziale per me, in discussione non era il mio posto, ma il fatto che le mie attività di ricerca potessero proseguire”.