Orvieto, 21 giu – Domani, in occasione del 70° anniversario del trattato Italo Belga in forza del quale l’Italia mandava i minatori ed il regno centro europeo in cambio ci riforniva di parte del carbone estratto a prezzi di convenzione, si rievocheranno al Parlamento Europeo le storie di quegli uomini e si approfondirà l’evoluzione dei rapporti tra i lavoratori e gli stati in quella che fu la prima espressione di cittadinanza europea, in cui diritti e doveri dei singoli viaggiavano con loro tra le nazioni. Alle celebrazioni parteciperà anche la consigliera comunale di Orvieto, Lucia Vergaglia, capogruppo M5S, anch’essa figlia di emigranti italiani in Belgio. Proprio la Vergaglia racconta – dal sito Conca Ternana Oggi – la sua esperienza: “Quello dell’emigrazione italiana è un tema che nella narrazione documentaristica e giornalistica troppo spesso passa solo per i gravissimi e luttuosi fatti tragici delle miniere o per descrivere quelle comunità legate all’Italia rurale da cui gli emigranti provenivano. Il tema è molto più complesso e parte dalla novità, che fu poi alla base della Comunità Europea nelle sue varie articolazioni, della libertà di movimento tra gli stati di questi cittadini lavoratori e dal fatto che acquisivano i
diritti dei cittadini del paese ospitante come ad esempio sanità e welfare”. “Ringrazio quindi Laura Agea della Commissione Lavoro del Parlamento Europeo per aver trasformato in progetto realizzato la sollecitazione ricevuta
da quei cittadini come noi che abbiamo vissuto il fenomeno della migrazione italiana non solo come drammatica necessità ma, grazie a quell’ingegno e quella caparbietà che ci contraddistingue, anche di averla trasformate in un’occasione di progresso per tutti, dando vita ad un’Europa dei cittadini che fu ed è altra cosa rispetto all’Europa bancaria”. “In tempi come questi -scrive la Vergaglia – è necessario ritrovare quei punti di riferimento fondamentali che sono stati alla base della generazione Erasmus e furono, ai tempi dei miei genitori e dei più anziani, occasione si riscatto sociale e ricostruzione di un continente martoriato dalla guerra mondiale, oggi che si rimette tutto in discussione, e non mi riferisco solo alla Brexit, vale la pena di approfondire e capire cosa si è dovuto fare per permettere il libero transito delle persone tra gli stati ed avere un tribunale europeo che si occupa addirittura dei diritti dell’uomo”. (PO /Com)