(22 giugno 2016) La Cooperazione italiana in prima fila in Bolivia per la conservazione dei beni culturali. Più di 50 esperti e studiosi di spicco hanno presentato a La Paz la bozza di piano programmatico del Centro Plurinacional de Preservaciòn del Patrimonio Cultural Boliviano, la cui struttura e organizzazione tecnico-amministrativa è stata definita in un progetto di fattibilità che passerà ora al vaglio dell’esecutivo boliviano. Il Centro è concepito per dare soluzione agli attuali problemi in materia di conservazione del ricco Patrimonio Materiale e Immateriale della Bolivia, relativo alle identità dei popoli nativi indigeni, le comunità afro-boliviane, le comunità interculturali e meticcie, curando l’identità nazionale e latino-americana. L’evento di presentazione, aperto dal direttore della sede dell’Agenzia italiana per la Cooperazione allo sviluppo di La Paz, Felice Longobardi, ha visto gli interventi della direttrice generale del Patrimonio del ministero di Cultura e Turismo boliviano, Sonia Aviles, e del direttore del Laboratorio di Restauro di La Paz, Carlos Rua. Sono quindi intervenuti gli esperti italiani che, congiuntamente al personale della Sede AICS di La Paz, lavorano sul Programma di Assistenza Tecnica al Ministero di Cultura e Turismo finanziato dalla Cooperazione. Simona Piras, esperta in gestione culturale e turistica, ha illustrato i tratti principali di tale programma, le cui attività stanno fornendo un importante contributo per il rafforzamento istituzionale della controparte ministeriale; Renzo Carlucci, esperto in tecnologie applicate ai Beni Culturali, ha quindi presentato la proposta tecnica, finanziaria e concettuale per la creazione del centro, che potrebbe divenire il punto di riferimento per l’articolazione di iniziative, esperienze e conoscenze degli strumenti adottati per la salvaguardia e la conservazione. (Red)