Il referendum del Regno Unito sulla permanenza nell’Unione Europea ha innescato nelle ultime settimane un vivace dibattito sul possibile impatto che un voto favorevole all’uscita (scenario Brexit) o alla permanenza (scenario Bremain) possa far emergere nei mercati finanziari.
La previsione dei risultati del referendum, data la sostanziale parità fra i due fronti Brexit e Bremain e l’alta percentuale di indecisi, è sicuramente un compito arduo. Mentre i tradizionali metodi predittivi si basano su sondaggi, quote di bookmakers e analisi di carattere macro-economico, un gruppo di ricercatori della Statale di Milano ha utilizzato un modello statistico ispirato a transizioni di fase e fenomeni critici in modelli gerarchici di agenti [modello Johansen-Ledoit-Sornette (JLS)] per analizzare vari titoli finanziari e verificarne la sensibilità ai risultati del referendum oggi in svolgimento nel Regno Unito. Tale modello è stato potenziato sviluppando una metodologia di calibrazione basata su metodi di ottimizzazione robusti, i cosiddetti Algoritmi Genetici, ed ha richiesto l’utilizzo di risorse di Calcolo Parallelo del Dipartimento di Fisica.
LO STUDIO Lo studio suggerisce che i mercati azionari e valutari non mostrano segnali di bolle finanziarie e di possibili crash in attesa dei risultati del referendum. I mercati dei tassi di interesse interbancari ed obbligazionari mostrano invece segnali di instabilità che potrebbero portare ad un brusca diminuzione del rischio di credito e liquidità. Il risultato complessivo di tali evidenze sembrerebbe consistente con uno scenario Bremain, in cui gli operatori del mercato si attendono che il Regno Unito voterà in maggioranza per rimanere nell’Unione Europea.
I RISULTATI Naturalmente la parola finale sarà scritta quest’oggi dagli elettori britannici. I risultati sono stati pubblicati in un articolo intitolato “Brexit or Bremain ? Evidence from Bubble Analysis”, disponibile online su Social Science Research Network (SSRN), e ripreso nelle news di www.risk.net