(28 giugno 2016) Un’ ex ambasciatore, un architetto, un antropologo, un artista e una grafico. Un’idea originale e innovativa che incontra tradizione, artigianato, storia e cultura. Nasce così il “Museo Verde”. Il progetto è stato presentato ieri ad Asunción: l’Ambasciata italiana in Paraguay e il Centro Culturale della Repubblica Cabildo hanno illustrato, infatti, il “Museo Verde” alla presenza del ministro del Turismo Marcela Bacigalupo e del ministro della cultura Mabel Causarano. “Museo Verde” nasce da un’ idea dell’ ex ambasciatore Gherardo La Francesca, che nel corso di questi anni ha avuto modo di conoscere approfonditamente la regione del Chaco paraguaiano, le comunitá indigene che vi risiedono, le loro tradizioni e ricchezze culturali. La Francesca – come si legge inuna nota dell’Ambasciata d’Italia ad Asunción – ha guidato sul campo sia il progetto di valorizzazione della collezione di arte plumaria dell’ etnologo Guido Boggiani per conto del Museo Pigorini di Roma, sia la missione archeologica del CNR che ha recentemente condotto alla scoperta di resti ossei e frammenti di ceramica che provano l’ esistenza di insediamenti umani di oltre 2000 anni fa. Il lavoro svolto in stretto contatto con la comunitá locale, in particolare con il Cacique del villaggio di Karcha Balut, ha fatto sorgere l’idea di costruire un luogo della memoria e del presente, un piccolo museo autosostenibile, costruito dagli stessi nativi su progetto italiano, che potesse contenere le splendide creazioni artigianali indigene, pitture, oggetti in fibra di palma, sculture di legno, arte plumaria, nonché i reperti rinvenuti dalla missione archeologica del CNR, tra cui due importanti e ben conservate sepolture attualmente oggetto di studio e restauro a Roma. Con la collaborazione dell’ architetto italiano Camilla Persi, dell’antropologo Padre José Zanardini, di Felix Toranzos, uno dei migliori artisti paraguaiani, e della grafica Laura Martinez, é stato quindi messo a punto un progetto che dimostra la possibilitá realizzare con risorse estremamente limitate e il coinvolgimento della manodopera locale un “prototipo” di museo, replicabile in varie zone del paese, nel quale ciascuna comunità possa raccogliere la propria identitá culturale e creare un luogo emblematico sia per gli stessi abitanti che per i turisti. (red)