Roma, 29 giu – “È sconcertante vedere escludere l’Egitto dalla fornitura di pezzi di ricambio dei velivoli F-16, come prevede l’emendamento del relatore Sangalli che quest’Aula è chiamata a votare. Invito i colleghi a non prestarsi a questo gioco e a votare l’emendamento che ho presentato a mia prima firma, sottoscritto dai colleghi Gasparri e Alicata, che prevede di riportare il testo come previsto nella stesura originale, reintroducendo la possibilità di cessione a titolo gratuito di tali materiali militari dismessi all’Egitto”. Così il sen. Lucio Rosario Tarquinio, dei Conservatori e Riformisti, componente in 4^ Commissione Difesa, intervenendo in Aula sul Dl Missioni. “Considerando il ruolo dell’Egitto per la lotta al terrorismo, considerando che si tratta di un Paese alleato nostro e della Nato, ritengo che questo emendamento sia strumentale a un atto pericoloso e inutile. Non ci rendiamo conto a cosa andiamo incontro, per una sciocchezza di questo tipo rischiamo di perdere i rapporti con un Paese vicino e importante, che potrebbe essere punto di riferimento in uno scacchiere difficile. Il peggio, è che si strumentalizza una vicenda come quella dell’omicidio del giovane Regeni, rispetto alla quale è comunque in atto una collaborazione fra le procure egiziana e italiana. Una vicenda che, per quanto inquietante e pericolosa, è ancora tutta da chiarire ma con questo provvedimento non ha – o non dovrebbe avere – nulla a che spartire e che quindi, evidentemente, viene addotta a motivazione in luogo di altre che ignoriamo. Prendo anche atto di un fatto politicamente rilevante: signori, il Governo si rimette all’aula, cosa mai accaduta. Se fosse successo per la riforma costituzionale, e per tante altre cose, ci saremmo trovati forse in una situazione migliore come Paese. Sono allibito dalla facilità con cui si gioca su argomenti delicati, come i rapporti diplomatici e militari e la politica estera, il che la dice lunga sull’improvvisazione di questo governo e di questa maggioranza, rispetto anche alla credibilità dell’Italia. Il Governo ha voluto questo emendamento, ma lo fa passare per volontà dei senatori di maggioranza presenti in Aula”.