“Un’altra importante operazione, portata a termine oggi dalla Polizia di Stato, con il coordinamento della magistratura, segna l’ennesimo giorno di lavoro della Squadra Stato. L’operazione della Polizia, che ha interessato diverse città italiane per un totale di 38 fermi emessi dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo, assesta un duro colpo a un network criminale transnazionale dedito al traffico migranti, che aveva fissato a Roma la centrale delle transazioni finanziarie. Questo risultato ha un particolare rilievo perchè riguarda un ambito delicato, come quello dell’immigrazione, dove criminali senza scrupoli fanno leva sui dolori di persone in grave difficoltà e in pericolo di vita”. Lo afferma il ministro dell’Interno, Angelino Alfano. “Un obiettivo centrato, quindi – conclude il ministro -, a ulteriore conferma che ogni giorno siamo tutti al lavoro, ognuno nel proprio ruolo, per debellare le reti criminali e garantire la sicurezza dei cittadini sul nostro territorio. Su questo siamo e saremo inflessibili”.
NETWORK CRIMINALE – La Polizia di Palermo ha eseguito 38 fermi nei confronti di altrettanti indagati, ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento dell´immigrazione clandestina, all’ esercizio abusivo dell’attività di intermediazione finanziaria, associazione per delinquere finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti, tutti aggravati dal carattere transnazionale del sodalizio criminoso. Nel corso delle indagini, svolte dalle Squadre Mobili di Palermo ed Agrigento e dal Servizio Centrale Operativo, è stata ricostruita la struttura organizzativa di un pericoloso network criminale e sono stati individuati ingenti flussi di denaro, provento del traffico di migranti; è stata individuata la centrale delle transazioni finanziarie effettuate tramite “hawala” in un esercizio commerciale a Roma, dove, lo scorso 13 giugno, sono stati sequestrati 526mila euro e 25mila dollari in contanti, oltre ad un libro mastro, riportante nominativi di cittadini stranieri ed utenze di riferimento. Le indagini hanno permesso di evidenziare diverse modalità utilizzate dal sodalizio per far arrivare i migranti in Italia, non solo via mare, ma anche tramite falsi ricongiungimenti familiari. E emerso anche che i principali indagati gestivano una fiorente attività di traffico internazionale di stupefacente del tipo catha, droga importata dall’ Etiopia, inserita per la legislazione italiana tra le droghe pesanti. L’ operazione è stata denominata “Glauco 3”. (red – 4 lug)