(5 luglio 2016) L’evoluzione dei rapporti tra Italia e Russia (tra scenari possibili e segreti realistici negli ultimi 40 anni), la storia politica ed economica, i personaggi che l’hanno segnata. URSS, Stato Vaticano, America e Italia. Tutto visto dall’ottica di uno spregiudicato e scaltro gatto rosso. Un gatto nato dalla penna di Anton Antonov. Antonov, pseudonimo dell’autore Antonio Fallico, vive da oltre 30 anni a Mosca. “Il gatto rosso” è il suo secondo romanzo, arrivato dopo Prospettiva Lenin (Feltrinelli 2010). Il libro è stato presentato nei giorni scorsi all’Ambasciata d’Italia a Mosca in occasione della sua prima edizione russa. Hanno partecipato all’evento, oltre l’Ambasciatore Ragaglini e lo stesso Fallico, l’Ambasciatore Yastrzhembsky, il Direttore dell’Archivio Statale russo di storia socio-politica Sorokin e la traduttrice Bystrova. Il libro, che mescola il romanzo storico, la fiction, lo spionaggio e la politica, costituisce una ricostruzione in chiave letteraria e fantastica delle vicende che hanno segnato la storia d’Italia dagli anni settanta agli anni novanta del secolo scorso. La Russia è un costante filo conduttore del libro, che dedica molto spazio anche agli avvenimenti che condussero alla fine dell’Unione Sovietica. L’Ambasciatore Ragaglini – come fa sapere l’Ambasciata con una nota – ha ricordato come quel periodo storico, caratterizzato dalla trasformazione del movimento comunista italiano e dalla crisi del comunismo sovietico, abbia profondamente influenzato la successiva evoluzione socio-politica sia in Italia sia in Russia e ha colto, confermato in questo dall’intervento dell’autore, nell’idea del “comunismo tradito” la principale chiave di lettura dell’opera. Alla presentazione del volume, organizzata in collaborazione con Banca Intesa Russia, è seguito un dibattito con la stampa e con il pubblico presente. (red)
