Lussemburgo, 14 lug – La Corte di giustizia dell’Unione europea, richiesta di un parere dai giudici che stanno analizzando il ricorso dei balneari per la mancata proroga delle concessioni, ha sentenziato che, ai fini dell’applicazione della direttiva Ue su servizi, il rilascio di autorizzazioni relative allo sfruttamento economico del demanio marittimo e lacustre deve essere soggetto a una procedura di selezione tra i potenziali candidati, che deve presentare tutte le garanzie di imparzialità e di trasparenza (in particolare un’adeguata pubblicità). E la proroga automatica delle autorizzazioni non consente di organizzare una siffatta procedura di selezione. La Corte precisa, infine, che, nel caso in cui la direttiva non fosse applicabile e qualora una concessione siffatta presenti un interesse transfrontaliero certo, la proroga automatica della sua assegnazione a un’impresa con sede in uno Stato membro costituisce una disparità di trattamento a danno delle imprese con sede negli altri Stati membri e potenzialmente interessate a tali concessioni, disparità di trattamento che è, in linea di principio, contraria alla libertà di stabilimento.
(red)