“La leggera ripresa dei consumi iniziata lo scorso anno non è ancora riuscita né a prendere forza né a stabilizzarsi. Anzi: dai segnali postivi registrati alla fine del 2015 si è passati, nei primi mesi del 2016, ad una fase di forte incertezza, caratterizzata da vendite altalenanti che mostrano, comunque, una tendenza ad un progressivo rallentamento”. Così Confesercenti sui dati relativi al commercio al dettaglio diffusi oggi dall’Istat. “A pesare è, in primo luogo, il deterioramento delle aspettative e del clima di fiducia, dovuto ad una percezione di rallentamento della nostra economia e alle tensioni internazionali. Tanto che la frenata delle vendite registrata rispetto allo scorso anno colpisce ogni forma distributiva – grandi e piccole superfici – e quasi tutti i prodotti, con l’eccezione di gioielli e prodotti da farmacia. Significativa, in particolare, la dinamica asfittica delle vendite di prodotti alimentari. Anche in questo caso, infatti, la ripartenza dei delle vendite, soprattutto per i piccoli esercizi, è in decisa frenata. La flessione riflette certamente il cambiamento di abitudini degli italiani, che negli ultimi anni si sono mostrati più ‘salutisti’ e attenti agli sprechi; ma è innegabilmente connessa anche alle difficoltà generali di sistema che attraversa il Paese, oltre alle incertezze del mercato, e per questo è ancora più preoccupante: tra il 2011 ed il 2015, la spesa delle famiglie in alimentari è passata da oltre 141 miliardi a circa 132, con un calo record di 9 miliardi in quattro anni. In generale, – continua la nota – occorre lavorare per evitare che il rallentamento diventi una vera e propria frenata e per restituire fiducia nella ripresa. In primo luogo con un ulteriore alleggerimento del fisco che grava su famiglie e imprese. Il percorso di riduzione della pressione fiscale iniziato dal Governo deve accelerare: solo così potremo evitare un consolidamento di una fase di incertezza che potrebbe avere conseguenze negative già a partire dalla prossima stagione autunnale”. (red – 22 lug)