Roma, 2 ago – “Sono costanti e insistenti le sollecitazioni che da varie parti mi provengono per vedersi riconosciuti i titoli di studio e professionali in paesi diversi dai quali sono stati conseguiti, in genere a conclusione di non brevi e faticosi percorsi di studio e di formazione professionale. Si tratta, naturalmente, di richieste del tutto naturali in una fase di sviluppo delle cosiddette ‘nuove mobilità’, soprattutto se la cosa riguarda persone che intendono muoversi tra paesi tra i quali intercorre un flusso di relazioni consolidate sia sul piano sociale che su quello economico e commerciale. È il caso, ad esempio, dell’Italia e del Canada, in forza della consolidata presenza nel paese nord americano di una comunità d’origine che supera il milione e mezzo di persone e di un interscambio di notevole portata, destinato a crescere con l’entrata a regime del Ceta, l’accordo di libero scambio tra l’Europa e appunto il Canada”. Così in una nota la deputata del Pd eletta all’estero Francesca La Marca. (PO / Red)