E’ sempre più alta la tensione tra la Turchia, l’Europa e la stessa Italia. Ad accendere una miccia ulteriore è stato il presidente Rayyp Erdogan, scampato in extremis al golpe militare di poche settimane fa, che tornando sul punto in una intervista a Rai News 24 ha attaccato l’Occidente: “Il fallito golpe non è stato pianificato all’interno della Turchia, ma orchestrato dall’estero” accusa. E poi, in netta contrapposizione con quanto prevede l’Unione Europea, ipotizza la reintroduzione della pena di morte: “In Europa non c’è, ma se il Parlamento turco la voterà siamo pronti a reintrodurre la pena di morte dopo il fallito golpe in Turchia. I sondaggi dicono che il 75% della popolazione la vuole”.
LE ACCUSE ALLA MOGHERINI – Ma nel corso dell’intervista Erdogan non risparmia colpi alla Ue, e spiega che “senza la liberalizzazione dei visti, l’accordo tra la Turchia e l’Unione europea salta”, riferendosi all’accordo secondo cui la Turchia deve gestire il flusso di migranti provenienti dalla Siria. Secondo riguardo al fallito golpe, Erdogan ha accusato Federica Mogherini, alto rappresentate Ue per la politica di estera: “Invece di parlare, sarebbe potuta venire qui”.
ERDOGAN CONTRO L’ITALIA – E l’ultimo affondo spetta direttamente all’Italia, dove è aperta una inchiesta sul figlio Bilal: “L’Italia pensi alla mafia, non a mio figlio: questa vicenda potrebbe mettere in difficoltà persino le nostre relazioni con l’Italia. Mio figlio è un uomo brillante e viene accusato di riciclaggio di denaro”.
LA RISPOSTA ITALIANA – Le reazioni non sono tardate: la Ue ricorda che “l’Alto rappresentante Mogherini ha chiaramente condannato il tentato colpo di stato. Ha espresso il sostegno per le istituzioni democratiche legittime in Turchia, indicando in particolare il Parlamento. E’ rimasta in contatto con le autorità turche, inclusa la sua conversazione col ministro degli Esteri Cavusoglu. Siamo sorpresi”. E anche l’Italia risponde: per Matteo Renzi: “in Italia c’è una magistratura autonoma e indipendente che agisce secondo le leggi e che combatte tutte le forme di illegalità. I giudici rispondono alla Costituzione italiana e non al Presidente turco. Chiamiamo questo sistema “Stato di diritto” e ne siamo orgogliosi”. E anche la Farnesina sottolinea come in Italia “sia in vigore lo stato di diritto e il pieno rispetto dell’autonomia della magistratura. Magistratura che insieme alle forze dell’ordine è impegnata con successo nel contrasto alla mafia e non ha certo bisogno per farlo dell’incoraggiamento da parte di alcuno”. (Red – 2 ago)