Roma, 10 ago – “L’Italia è tradizionalmente il nostro Paese amico, potete fare tanto”, “all’Italia chiediamo qualsiasi aiuto possa darci. L’Isis è un nemico difficile, infido, pericoloso per il nostro Paese, ma anche per l’Italia, l’Europa e il mondo intero”. Lo afferma il premier libico Payez Serraj in una intervista al Corriere della Sera al quale, spiega, dice di aver voluto parlare “perché mi ricordate la mia infanzia: mio padre quando ero piccolo leggeva il Corriere della Sera. Ma soprattutto questo è un momento importante per comunicare con l’Italia”, “all’Italia noi chiediamo di trattare e curare nei suoi ospedali i nostri feriti di guerra. Vorremmo più cooperazione in questo senso”, “inoltre, abbiamo già ottenuto dall’Italia partite di visori notturni e giubbotti anti-proiettili che servono per salvare la vita ai nostri uomini. Ma non bastano. Necessitiamo di altri invii e altri aiuti. Vediamo con grande favore la scelta italiana di permettere agli aerei Usa di utilizzare la base di Sigonella”.