La domanda nazionale al netto delle scorte ha sottratto 0,1 punti percentuali alla variazione del PIL: si registrano contributi nulli per i consumi delle famiglie e delle Istituzioni Sociali Private (ISP) e per gli investimenti fissi lordi e un contributo negativo (-0,1 punti percentuali) per la spesa della Pubblica Amministrazione (PA). La variazione delle scorte ha contribuito negativamente per 0,1 punti percentuali, mentre l’ apporto della domanda estera netta è stato positivo per 0,2 punti percentuali. Il valore aggiunto registra incrementi congiunturali nell’ agricoltura (0,5%) e nei servizi (0,2%) mentre diminuisce (-0,6%) nell’ industria. All’ interno dei servizi si rilevano settori in flessione e settori in espansione: incrementi significativi riguardano le attività professionali e di supporto (0,5%) e quelle del comparto del commercio, trasporto e alloggio (0,4%); all’ opposto, il calo più marcato riguarda le attività finanziarie e assicurative (-0,6%). (2 set – Red)