Pechino – Se il vino italiano in Cina è fermo al quinto posto tra i Paesi fornitori con un misero 5% di quota di mercato (44% per la Francia), tra i giovani e ricchi cinesi il prodotto enologico italiano guadagna posizioni e raccoglie il 14% dei consumi, dietro soltanto ai francesi (30%). E’ l’89% degli enoappassionati cinesi frequenterebbe un corso per conoscere meglio il vino del Belpaese. Nei primi sette mesi di quest’anno l’Italia è il Paese tra i ‘top exporter’ in Cina che è cresciuto di più in termini percentuali, con un aumento – sullo stesso periodo del 2015 – del 28,1% (68,7mln di euro). Il dato è infatti leggermente superiore rispetto ai 3 principali fornitori in Cina, con la Francia che a luglio ha chiuso con un +26,3%, l’Australia a +26% e il Cile a +20,1%. (9colonne)
