Roma, 7 set – “Oggi, in una fase in cui il Venezuela è attraversato da una crisi politica, economica e sociale profonda, con ripercussioni molto gravi sulla popolazione, fatta di lunghe file davanti ai supermercati, proteste spontanee, black out elettrici e emergenza sanitaria, pensiamo che il paese debba godere della massima attenzione della comunità internazionale e dell’Italia e debba poter contare sull’iniziativa politica e diplomatica del nostro Paese”. Così dichiarano Eugenio Marino , responsabile nazionale degli italiani all’estero del Pd e il deputato estero del Pd Fabio Porta dopo le manifestazioni del popolo venezuelano di Caracas e di molte città nel mondo dei giorni scorsi, tra le quali Roma, alla quale era presente anche Marino. “Ognuno deve sentirsi partecipe di quanto avviene e fare ciò che è in suo potere per aiutare il Venezuela a uscire democraticamente e pacificamente da questa crisi – aggiungono -. L’impegno del Pd, dell’Italia, dell’Europa, della comunità internazionale tutta, deve essere quello di aiutare il dialogo pacifico e democratico tra Governo e Parlamento venezuelano. Deve essere invertita la rotta – proseguono Marino e Porta – che ha condotto al radicalizzarsi delle posizioni di governo e opposizione, che creano oggi continue e forti tensioni sociali e politiche. Occorre ripartire da un reciproco riconoscimento delle parti. Il governo venezuelano deve fissare la data del referendum revocatorio. Referendum che, a nostro avviso, sarebbe politicamente significativo, ai fini della pacificazione nazionale, convocare entro l’anno. Infatti, come ha ricordato il Segretario generale dell’OSA Luis Almagro nella sua lettera aperta a Leopoldo Lopez del 22 agosto scorso, ‘qualsiasi soluzione di crisi istituzionale si risolve nella legittimità data dal popolo. Tutta la polarizzazione della dirigenza politica, che porta a una crisi, rende necessario consultare il popolo”. (Red)