Nel secondo trimestre l’occupazione complessiva è cresciuta in modo sostenuto rispetto al trimestre precedente (+0,8%, 189 mila), con una dinamica positiva che, con diversa intensità, riguarda tutte le tipologie: i dipendenti a tempo indeterminato (+0,3%), quelli a termine (+3,2%) e gli indipendenti (+1,2%). A livello territoriale, l’aumento è maggiore nel Mezzogiorno (+1,4%) in confronto al Centro (+0,8%) e al Nord (+0,6%). Il tasso di occupazione sale di 0,5 punti, soprattutto per i 15-34enni (+0,8 punti) e per i 50-64enni (+0,6 punti). Le tendenze più recenti, misurate dai dati mensili relativi a luglio 2016 mostrano, al netto della stagionalità, un’interruzione della tendenza positiva registrata nei quattro mesi precedenti, con un calo degli occupati concentrato nella componente indipendente, a fronte di una sostanziale stabilità dei dipendenti. Lo rende noto l’Istat.
NEET. I recenti miglioramenti del mercato del lavoro che hanno coinvolto la popolazione giovanile – in particolare nel secondo trimestre 2016 – hanno portato ad una riduzione del numero dei Neet 15-29enni (Not in Education, Employment or Training), target del piano nazionale “Garanzia Giovani”. Nei secondi trimestri anche l’incidenza dei Neet, cresciuta dall’inizio della crisi fino al 2013 (dal 17,7% del secondo trimestre 2008 al 25,0% del secondo 2013), è rimasta stabile tra il 2014 e il 2015, per poi scendere al 22,3% nel secondo trimestre 2016. Complessivamente, nel secondo trimestre 2016 i giovani Neet sono 2 milioni 35 mila (-252 mila in un anno): 892 mila disoccupati (il 43,8% del totale), 622 mila forze di lavoro potenziali (il 30,6%), e 521 mila (il 25,6%) inattivi che non cercano lavoro e non sono disponibili a lavorare (in più della metà dei casi mamme con figli piccoli). Dall’altra parte, per un giovane il rischio di trovarsi nella condizione di Neet varia molto in relazione alle caratteristiche socio-demografiche e, soprattutto, al background familiare. Nel dettaglio, l’incidenza dei Neet è maggiore tra le donne (24,4% contro 20,3% gli uomini), è doppia nel Mezzogiorno in confronto al Nord (31,5% e 15,3%, rispettivamente), è minima tra i 15-19enni (8,0%) – in gran parte ancora studenti – fino ad arrivare al 31,0% tra i 25-29enni.
COMMENTI. “Dati ufficiali Istat di oggi. Nel II trimestre 2016 più 189mila posti di lavoro. Da inizio nostro governo: più 585mila. Il #JobsAct funziona” commenta su Twitter il premier Matteo Renzi. “Il Jobs Act funziona – afferma il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti -. I dati diffusi oggi dall’Istat confermano, infatti, quanto avevamo rilevato in occasione del rilascio dei dati mensili, ovvero una tendenza di crescita dell’occupazione. Nel secondo trimestre del 2016 gli occupati aumentano di 189mila unità rispetto al trimestre precedente e di 439mila unità in più in un anno, pari al +2,0%, 223mila dei quali sono under 35. I disoccupati calano di 109mila unità in un anno e gli inattivi di 489 mila unità. Continua a diminuire il ricorso alla cassa integrazione, mentre crescono significativamente le ore lavorate, che registrano un +2,1% su base annua. Prosegue anche il miglioramento della qualità del lavoro: tra gli occupati aumentano le transizioni verso il lavoro a tempo indeterminato, in particolare per i dipendenti a termine ed i collaboratori, cresce il flusso dalla disoccupazione verso l’occupazione, soprattutto verso quella dipendente. Di particolare rilievo, in quanto testimonia una maggiore partecipazione dei giovani al mercato del lavoro, è il dato relativo ai NEET, i giovani che non studiano e non lavorano: in un anno sono diminuiti di 252mila unità. Un risultato cui hanno contribuito sicuramente le opportunità prodotte dal programma Garanzia Giovani specificamente rivolto a questo target”. (Red – 12 set)
