Roma, 15 set – Il presidente della Commissione Esteri della Camera dei deputati, Fabrizio Cicchitto, ha incontrato questa mattina il Direttore generale per gli affari politici del Ministero degli esteri israeliano, Alon Ushpiz, accompagnato dal nuovo Ambasciatore d’Israele in Italia, Ofer Sachs. L’incontro, che avviene nel contesto di un ciclo di visite che ha portato il Direttore Ushpiz prima a Mosca e poi a Roma, è stato l’occasione per uno scambio di vedute sullo stato attuale dei negoziati per il processo di pace israelo-palestinese e in generale sul ruolo dei grandi attori globali nella regione mediorientale. Ushpiz ha riconosciuto il ruolo centrale del Parlamento italiano nella costruzione dell’attuale solido rapporto di amicizia tra Italia ed Israele, come testimoniato dagli scambi di visite a livello di Primi Ministri. Ha in particolare ringraziato il Presidente Cicchitto per la sua amicizia solida e di lunga durata a favore di Israele e della Comunità ebraica italiana. D’altra parte, Cicchitto, nel ribadire la profonda solidarietà con lo Stato d’Israele e l’impegno per la sua sicurezza, ha posto con franchezza i temi relativi alla questione degli insediamenti e allo sviluppo economico della Cisgiordania come cruciali per Israele in quanto tale. Cicchitto ha ulteriormente auspicato la soluzione del nodo relativo alla cosiddetta “Scuola di Gomme”, progetto educativo realizzato dalla Cooperazione italiana e di cui lo stesso Presidente Renzi segue il relativo andamento. Quanto all’analisi geopolitica, il colloquio si è incentrato sull’analisi relativa ad una staticità con tendenza all’arretramento da parte degli USA nella regione mediorientale e ad un deterioramento dei rapporti con gli Stati sunniti a fronte di un crescente dinamismo russo. Cicchitto ha peraltro osservato che “lo stesso problema siriano è figlio dell’assenza degli Stati Uniti fin dall’origine del conflitto. Inoltre è essenziale che tra Israele e palestinesi non venga meno l’impegno della Comunità internazionale alla nascita di due Stati per due popoli, sulla base di negoziati diretti e senza precondizioni”.
(red)