(19 settembre 2016) “Materia. Frammento. Ombra”. E’ questo il titolo della prima esposizione personale in Russia di Pino Pinelli. Per gli appassionati occhi puntati su nove opere cardine dell’artista siciliano, interprete di maggior rilievo dell’Arte Analitica. Dal 21 settembre al 23 ottobre sarà, infatti, il MAMM – Multimedia Art Museum di Mosca ad ospitare la mostra di uno tra i maggiori esponenti dell’arte italiana del dopoguerra. L’esposizione curata da Olga Sviblova, direttrice del MAMM, e Francesca Pini, si avvale della direzione artistica del progetto di Piero Mascitti ed è promossa dall’Istituto Italiano di Cultura a Mosca, in collaborazione con l’Archivio Pino Pinelli e le gallerie Claudio Poleschi Arte di Lucca e Dep Art di Milano. “La rassegna – osserva Olga Strada, direttore dell’Iic di Mosca – inaugura la stagione delle esposizioni che l’Istituto Italiano di Cultura intende realizzare per raccontare al pubblico moscovita gli anni della fervida sperimentazione artistica sorta in Italia nel dopoguerra”. Pino Pinelli nasce a Catania nel 1938, dove compie gli studi artistici. Nel 1963 si trasferisce a Milano, dove tuttora vive e lavora, affascinato e attratto dal dibattito artistico di quegli anni, animato da figure quali Lucio Fontana, Piero Manzoni, Enrico Castellani. Al di là delle etichette di “pittura analitica”, le opere di Pinelli sono corpi inquieti di pittura in cammino nello spazio, fluttuanti e migranti in piccole o grandi formazioni, fatte di materiali che recano impressi i segni di un’ansiosa duttilità, e che esaltano la fisicità tattile e la felicità visiva di un colore pulsante di vibrazioni luminose. Accompagna la mostra un catalogo trilingue (italiano, inglese, russo) Silvana editoriale, con testi delle curatrici, di Marco Meneguzzo e un’antologia critica dagli anni ’70 ai nostri giorni. (PO / red)