New York, 19 set – “C’è una grande aspettativa da parte nostra, ma anche la consapevolezza che il tempo delle parole è finito”. Così il presidente della Croce Rossa Italiana Francesco Rocca, poche ore prima di prendere parte, oggi, all’high-level meeting sui flussi migratori, voluto dal segretario Generale Ban Ki Moon, nell’ambito dell’Assemblea delle Nazioni Unite in corso a New York. “Da anni – ha proseguito Rocca – denunciamo le tragedie del mare, dove migliaia di persone muoiono solo perché cercano un futuro migliore, scappando dalla guerra, dalla fame, dalla violenza diffusa. Da anni diciamo che i flussi migratori non devono essere trattati come un’emergenza, ma come una questione che andrà avanti finché ci saranno le cause scatenanti. C’è urgente bisogno di una risposta a livello globale al fenomeno migratorio che metta al centro l’umanità, che fermi le stragi durante i viaggi della speranza e che combatta anche il traffico di esseri umani. Quando abbiamo deciso di salire sulle navi del MOAS (Migrant Offshore Aid Station), lo abbiamo fatto perché, oltre all’assistenza agli sbarchi e nei centri di accoglienza, volevamo andare esattamente nel luogo dove il bisogno è ancora più forte ed estremo, ovvero in mezzo al mare”.