“Inutile girarci intorno: i voti di destra saranno decisivi al referendum. La sinistra, ormai, è in larghissima parte con noi. Direi che la stragrande maggioranza è con noi. La questione vera oggi è la destra. E l’elettore di destra oggi si trova di fronte a due scelte: votare sul merito, non votare sul merito. Se la scelta diventa votare sul merito vota Sì e sono certo che alla fine andrà così. Sulla scheda elettorale in fondo non c’è scritto volete voi cancellare dalla faccia della terra il governo Renzi. Il governo Renzi può essere cancellato ogni giorno in Parlamento, in qualsiasi momento, o alle elezioni politiche, dai cittadini. Oggi si discute di altro. Oggi si discute di Italia, non di una persona”, “se vince il Sì noi abbiamo uno spazio straordinario in Europa per costruire una nuova agenda economica. Se vince il Sì, diventiamo un paese che ha chiuso con un ciclo di riforme strutturali attese da decenni. Se vince il Sì, mi permetta di dire, l’Italia può diventare il vero motore del cambiamento dell’Europa”. Lo afferma il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, in una intervista al Foglio, nella quale sostiene che la vittoria del Sì giova anche al centrodestra: “Se al referendum vince il No, politicamente parlando vince Grillo, non la destra”. E aggiunge: “Questo referendum oggi è una delle tante occasioni che Berlusconi sta perdendo. Noi siamo dalla parte dell’Italia che ci sta provando a cambiare le cose, il presidente Berlusconi si è messo dall’altra parte. Molti auguri”. E ancora: “Chi guida la coalizione che vota No al referendum costituzionale lo fa perché non è interessato al merito ed è interessato solo alla persona del presidente del Consiglio. Sono loro che personalizzano, non io”. Il premier riserva inoltre una stilettata al Movimento5Stelle (“Le barzellette sulla deriva autoritaria le lascio al vicepresidente Di Maio, l’uomo che doveva cambiare la storia e ha cambiato la geografia. L’uomo che doveva cambiare l’Italia e ha cambiato l’italiano a partire dal congiuntivo”) come anche a Massimo D’Alema (“E’ un uomo che legge tutto politicamente e in questa fase per D’Alema non conta il merito ma conta la tattica e la tattica dice che bisogna distruggere Renzi. E’ legittimo. Così come è legittimo che D’Alema sia contro alcuni princìpi presenti in questa riforma che erano presenti anche nella sua riforma. Delle due l’una: o D’Alema ha cambiato idea, diciamo, o non ha letto le proposte di legge che portano la sua firma”). (29 set – Red)