La Stagione Teatrale 2016 17 di Ancona curata da Marche Teatro sta registrando una aumento di abbonati rispetto allo scorso anno. Undici sono gli spettacoli proposti in abbonamento allo stesso prezzo dei dieci della scorsa stagione. La campagna abbonamenti prosegue fino all’apertura del cartellone che sarà il 27 ottobre, mentre dal 5 ottobre parte lo sbigliettamento ai singoli appuntamenti. Gli spettacoli in cartellone danno un’ampia panoramica di attori e registi di qualità tra i più conosciuti ed amati dal pubblico con un’attenzione a testi poco rappresentati, originali ed emozionanti. Un cartellone contemporaneo che schiaccia l’occhio ai grandi temi universali, con punte che regalano evasione pura e spensieratezza ma anche riflessione e brivido. Dall’autore di culto inglese Dennis Kelly con la nuova produzione di Marche Teatro “Orphans” al capolavoro di Agatha Christie “Dieci piccoli indiani…e non rimase nessuno”, all’irriverente israeliano Hanoch Levin con lo stridente “Il mestiere di vivere” fino al celebre testo di Edward Albee, scomparso da poco, “Chi ha paura di Virginia Woolf?” che molti ricorderanno per il celeberrimo film di Mike Nichols interpretato da Elisabeth Taylor e Richard Burton. Quattro le produzioni di Marche Teatro che si conferma leader per il gruppo di artisti di qualità con cui lavora, da Carlo Cecchi ad Arturo Cirillo da Marco Baliani a Lino Musella e Paolo Mazzarelli. Quattro titoli coprodotti dal Teatro di Rilevante Interesse Culturale delle Marche (Marche Teatro diretto da Velia Papa) con altrettanti prestigiosi Enti come il Teatro dell’Elfo di Milano (Orphans), Teatro Franco Parenti di Milano (Il lavoro di vivere), Tieffe Teatro di Milano (Chi ha paura di Virginia Woolf?), Sardegna Teatro / Mismaonda (Human). Spazio ai beniamini del pubblico con: la rivelazione dell’anno, applaudita a Sanremo, la trasformista Virginia Raffaele diretta da Giampiero Solari (Performance) e la commedia Due scritta e diretta dal regista di “Benvenuti al sud”, Luca Miniero, che porta in scena una coppia di attori amatissimi Raoul Bova e Chiara Francini. Tra gli spettacoli che ci emozioneranno, la pièce di Cristina Comencini Due partite con Giulia Michelini, Caterina Guzzanti Paola Minaccioni e Giulia Bevilacqua e il musical Billy Elliot con le musiche di Elton John con trenta interpreti tra ballerini e attori e altri che ci faranno divertire pensando, come Serial killer per signora e Hollywood Spazio quindi al divertimento, alla musica, all’ironia per un cartellone che non dimentica l’impegno e i grandi temi universali, con tanti protagonisti, amati dal pubblico, che lavorano tra teatro, piccolo e grande schermo. Il l cartellone si apre dal 27 al 30 ottobre al Teatro delle Muse con la prima nazionale di “Hollywood” una commedia di Ron Hutchinson con la regia e l’adattamento di Virginia Acqua con protagonista un trio di bravi attori come Antonio Catania, Gigio Alberti, Gianluca Ramazzotti, produzione ABmanagment. Una commedia totale, coinvolgente a tutti i livelli che dal suo esordio nel 2004 ha avuto più di 10 milioni di spettatori in tutto il mondo fra America, Inghilterra, Francia, Australia, Canada, Messico solo per citare alcuni paesi e che per la prima volta arriva in scena anche in Italia.
SORRY BOYS, IL CASO DELLE 12 TESTE MOZZATE
E’ in scena al ‘Teatro i’ di Milano lo spettacolo “Sorry, Boys” nuovo progetto dell’attrice Marta Cuscunà. “Sorry, Boys – Dialoghi su un patto segreto per 12 teste mozze” è ispirato all’assurda vicenda accaduta nel Massachusetts: nel 2008 nel liceo di Gloucester 18 ragazze, tra i 15 e i 16 anni, rimangono contemporaneamente incinte, gettando nel panico la piccola comunità in cui vivono: si ipotizza un patto tra le teenager per crescere insieme i figli aiutandosi reciprocamente in una “comune” esclusivamente femminile. Senza dare voce direttamente alle protagoniste, Marta Cuscunà fa invece parlare tutti gli altri: dodici teste mozzate ed estremamente realiste – manipolate dall’artista attraverso un meccanismo di leve – fissate in una cornice lignea sullo stile dei trofei di caccia, poiché tutti completamente messi al muro dalla scelta delle ragazzine.
TALENTI EMERGENTI AL TEATRO STUDIO UNO
Il Teatro Studio Uno di Roma apre la nuova stagione 2016-17 presentando i lavori di due giovani talentuosi artisti emergenti: la vincitrice del Premio Special Off del Roma Fringe Festival 2016, Giorgia Mazzucato con il debutto romano dello spettacolo “Gesù aveva l’erre moscia” e Matteo Cirillo con il monologo “Aspettando una chiamata”, Terzo Premio e Premio Miglior Attore alla rassegna Autori sul cassetto attori sul comò 2015. Due spettacoli diversi e unici in scena in contemporanea dal 6 al 9 ottobre 2016 nelle due sale del Teatro Studio Uno per una prima settimana di stagione che vede protagonista la drammaturgia contemporanea emergente, cifra stilistica immancabile nel cartellone della Casa Romana del Teatro Indipendente. Si rinnova l’impegno nella promozione delle novità del panorama artistico romano e non solo con una stagione “SottoSopra” sostenuta e promossa da LaRocca Fortezza Culturale, nuova isola creativa di Torpignattara da poco inaugurata, dove i protagonisti della stagione incontreranno il pubblico offrendo, attraverso chiacchiere, piccoli estratti dello spettacolo, letture, curiosità e notizie sul proprio lavoro. Il primo appuntamento con gli “Artisti sul divano” alLaRocca sarà con Giorgia Mazzucato e Matteo Cirillo, mercoledì 5 ottobre dalle 18.30. Tutte le altre novità del 2016-17 verranno svelate durante la festa di apertura sabato 1 ottobre, durante l’opening party “Cose Strane 80’s Turbo Laser – Una stagione SottoSopra”.
VERBANIA, IL MAGGIORE PARTE CON LA BERLINER SYMPHONIKER
Si apre ufficialmente sabato 1 ottobre la prima stagione del Teatro del Centro Eventi Multifunzionale Il Maggiore di Verbania. Dopo la rassegna estiva che ha interessato la sala teatrale e l’arena esterna nei mesi di giugno e luglio, si parte sabato 1° ottobre con il concerto della Berliner Symphoniker, orchestra che da quasi mezzo secolo plasma il paesaggio culturale di Berlino e arricchisce la scena della musica classica in tutto il mondo. Il concerto – evento è realizzato grazie al contributo di Fondazione Piemonte dal Vivo. I Berliner Symphoniker sono stati fondati nel 1967 come Symphonisches Orchester Berlin e, nel 1990, assumono il nome attuale in seguito alla fusione con la Deutsche Symphonieorchester. In virtù della loro tradizione musicale in continua evoluzione, con tour internazionali di successo e riconoscimento unanime, i Berliner Symphoniker sono diventati un marchio riconosciuto a livello internazionale. A Berlino l’orchestra si esibisce principalmente nella Sala Grande della Filarmonica e presso la Haus des Rundfunks ma anche in occasione di spettacoli all’aperto, come la manifestazione Open Air. I Berliner Symphoniker realizzano numerose tournée che testimoniano l’apprezzamento per le loro qualità artistiche, guadagnando così popolarità in tutto il mondo. L’orchestra ha suonato in tutta Europa ed è regolarmente invitata in Asia (tour in Giappone nel 2002 e 2004, in Cina e Corea del Sud nel 2005, 2007, 2008 e 2010) e in Africa, con concerti a Il Cairo e ad Alessandria su invito del Ministero della Cultura egiziano e della Cairo Opera House. Attivissimi anche in America, nell’autunno del 2001 riscuotono un successo trionfale durante un importante tour che tocca cinque nazioni del continente. Da ricordare anche i tour in Argentina del 2007 (per due concerti a Buenos Aires e altri sette al Festival Internazionale di Ushuaia) e del 2008. L’orchestra dispone di un repertorio molto vasto e ha collaborato con cori, direttori e solisti famosi in tutto il mondo come, per esempio, Luciano Pavarotti. Numerosissime sono le registrazioni dei Berliner Symphoniker disponibili nei negozi di tutto il mondo. Nel 2007, il CD ‘Music Latin’ è nominato per il Latin Grammy Award come Miglior Album Classico.
ROMA, IL MARCONI RICORDA SALVO D’ACQUISTO
Il Teatro Marconi di Roma apre il sipario sulla seconda stagione. Ad inaugurare il cartellone è il commovente spettacolo di Claudio Boccaccini, che dal 30 settembre al 2 ottobre porta in scena La foto del Carabiniere da lui scritto, diretto e interpretato. L’attore, che lo scorso 23 settembre nella Sala del Refettorio della Camera dei Deputati, ha ricevuto il Premio Speciale Salvo D’Acquisto per “per aver onorato la figura del Vice Brigadiere in Teatro” è il diretto testimone del sacrificio del giovane carabiniere. “E’ d’obbligo per me raccontare la storia di questo eroe affinché il suo sacrificio non venga mai dimenticato” ha affermato l’attore dopo il ritiro del premio consegnatoli dall’Associazione Ancislink. Il 23 settembre del 1943 davanti al mare di Palidoro un vicebrigadiere dei carabinieri, il ventitreenne Salvo D’Acquisto, fu ucciso dalle SS. Il giorno prima, durante un’ispezione, era esplosa una cassa di munizioni uccidendo due soldati tedeschi. Un incidente, ma per i tedeschi l’episodio era da considerarsi un attentato e, come tale, andava vendicato con una rappresaglia. La foto del carabiniere è il ricordo vero di un protagonista della vicenda, il padre dell’autore e interprete, Tarquinio Boccaccini, che quella mattina del ’43 era tra quei ventidue uomini salvati dal gesto dell’eroico carabiniere. Nell’estate del 1960 Claudio Boccaccini, all’epoca bambino, scopre che il papà Tarquinio conservava gelosamente, e ai suoi occhi misteriosamente, la foto di un giovane in uniforme nella sua patente di guida. Il piccolo ne chiede al padre la ragione e, dopo molte insistenze, riesce a farsi raccontare la storia del giovane carabiniere, Salvo D’Acquisto, della loro amicizia e del suo eroico sacrificio che, nel 1943, salvò la vita di Tarquinio e di altri 21 uomini innocenti. La struttura narrativa ripercorre gli anni di un’Italia ingenua e spensierata, fruga tra i ricordi di una tipica famiglia romana, quella dell’autore, e attraverso una serie di istantanee di “come eravamo” compone un quadro ricco di emozioni, di nostalgia e di aneddoti esilaranti. La forza evocativa del testo è quella dirompente di una storia “vera” lasciata in eredità da un padre e trasformata dal figlio in uno spettacolo teatrale nel quale si ride e ci si commuove con la stessa intensità.