“Il termine trattativa è fuori luogo, visto che con i commissari ci sentiamo sempre e c’è un dialogo continuo. Ma senza dubbio ci sono punti ancora da chiarire”. Così il ministro dell’Economia e delle Finanze, Pier Carlo Padoan, in una intervista alla Stampa, sulla ricerca di un accordo con Bruxelles e precisa che l’indicazione di un deficit al 2 per cento “noi lo riteniamo sufficiente a considerare l’Italia in una situazione conforme alle regole”. E afferma che la bocciatura di una richiesta di flessibilità aggiuntiva “è un’ipotesi che non prendiamo in considerazione perché adotteremo un saldo di bilancio coerente con le regole e gli accordi europei”. Quindi sulla richiesta di circa 7 miliardi per gestire l’emergenza migranti e il sisma precisa che “secondo noi quello scostamento è del tutto giustificato. Con la Commissione partiamo da punti di vista diversi in grande trasparenza”. Ma peserà di certo la qualità della manovra che il governo presenterà il 15 ottobre: “Penso di sì, perché le risorse saranno limitate. Il grosso lo useremo per evitare l’aumento di Iva e accise, e vorrei sottolineare che cancellare aumenti fiscali per 15 miliardi ha di per sé un impatto positivo. Ci saranno misure a sostegno della crescita, e in particolare per gli investimenti. Ci sarà il taglio Ires, già finanziato l’anno scorso e l’introduzione dell’Iri per gli artigiani. E poi misure di carattere sociale”. E su un ammontare di 25 miliardi non si sbilancia: “Uno dei problemi del mestiere di ministro del Tesoro è che non si possono citare cifre prima che siano certe. Per cui mi astengo”. Assicura inoltre che le coperture per il taglio dell’Irpef nel 2018 “è nel nostro cronoprogramma. Valuteremo se ci sono le condizioni per programmarlo già con questa legge di bilancio”. E sulle vociferate tensioni con Renzi precisa: “Fra me e il presidente l’impostazione strategica della manovra è stata definita molti mesi fa e non è mai stata in discussione. Certo scrivere una legge di bilancio non è un lavoro semplice, perché occorre tenere conto di molti aspetti e vincoli diversi fra loro: politici, giuridici, economici. Nel dibattito è normale che ognuno esprima le proprie opinioni, o che possano emergere incomprensioni”. (30 set – Red)