Roberto Ippolito svela gli “Eurosprechi”: è questo il titolo del suo libro, pubblicato da Chiarelettere, che esce giovedì 29 settembre 2016 e che ricostruisce “tutti i soldi che l’Unione butta via a nostra insaputa”. Questo libro fa venire alla luce e rende di dominio pubblico sprechi miliardari spaventosi dell’Unione Europea: autostrade con poche auto dopo gli investimenti, aeroporti costruiti e poi deserti, tonno pagato sei volte di più, dipendenti gratificati da un’indennità extra anche se malati, proliferazione degli enti perfino con nomi simili, un immobile su cinque posseduto nel mondo non adoperato. I soli errori inficiano il 4,4 per cento di tutti i pagamenti. “Eurosprechi” di Roberto Ippolito mette nero su bianco che, così com’è, l’Unione non funziona, è un sogno rovinato. Fa rabbia che la casa comune, creata per assicurare una vita migliore ai suoi cittadini, butti via con i soldi se stessa. Dagli innumerevoli episodi raccontati dettagliatamente emerge un’Europa che annaspa nelle piccole convenienze quotidiane con grandi costi. Ci sono sperperi senza fine che nessuno potrebbe mai neanche immaginare. Con un paradosso: il deficit di bilancio balza al 4,8 per cento, molto oltre il tetto di Maastricht. Chi crede nell’Unione Europea non può chiudere gli occhi, non deve: gli eurosprechi sono troppi e troppo abbondanti. Gli europeisti sono davvero impegnati per togliere pretesti all’azione disgregatrice? L’Unione può superare le resistenze e crescere se, oltre a ritrovare la forza dello slancio ideale e una visione solidale, affronta adeguatamente la questione dei soldi. Gli eurosprechi sono un macigno sulla strada di chi vuole gridare ancora: viva l’Europa! Roberto Ippolito, scrittore e giornalista, ha pubblicato con Chiarelettere i libri di successo “Ignoranti” (2013) e “Abusivi” (2014). In precedenza ha firmato “Evasori” (Bompiani 2008), “Il Bel Paese maltrattato” (Bompiani 2010) e altri titoli con Laterza. È organizzatore culturale.
LA FOLLIA DELLA GUERRA: STORIE DAL MANICOMIO
Torna in libreria un must della storia sociale italiana. Il rapporto tra guerra (Seconda guerra mondiale) e follia (quella trattata nelle istituzioni-pre Basaglia) in un libro capace di metter in luce una parte dimenticata della nostra nazione: dal 6 ottobre in tutte le librerie “La follia della guerra. Storie dal manicomio 1949-1950”del professor Paolo Sorcinelli. In questo volume, per la prima volta, le cartelle cliniche raccolte negli archivi degli ospedali psichiatrici forniscono il pretesto per rileggere un periodo particolare della storia italiana contemporanea: la Seconda guerra mondiale. Le diagnosi e le anamnesi di 431 ricoverati, militari e civili, nei manicomi di Bologna, Mantova, Pesaro e Reggio Emilia fra il 1940 e il 1950 rimandano agli eventi del conflitto. Sono i “matti della guerra” e le loro vicende, tra bombe e distruzioni, incursioni e violenze, tratteggiano l’irrazionalità delle avventure belliche al di là di ogni retorica e di qualunque ragion di stato. L’autore e i suoi collaboratori passano in rassegna le tormentate vite di un’umanità eterogenea: soldati in prima linea durante i conflitti e ufficiali dell’esercito, deportati nei campi di concentramento e fascisti durante la RSI, mogli in attesa del proprio uomo e dei propri figli al fronte e donne partigiane. Le sole carte, conservate nei cosiddetti “archivi del silenzio”, non sono sufficienti per cogliere il dramma della realtà. Possono però suggerire quella duplice accezione contenuta nel titolo: La follia della guerra è allora, contemporaneamente, il prodotto malato del conflitto e la sua natura più profonda. Un racconto doloroso e commovente sulla guerra come generatrice di follia, evento che mette alla prova anche la psiche più solida, che porta agli estremi l’umanità e che ferisce nell’anima e nella mente prima che nel corpo. Un insieme drammatico di storie vere, una ricerca accurata di documenti originali esposti qui per la prima volta e una prospettiva altra sulla guerra e sulla malattia.
“TI DEVO UN RITORNO”, AGLIARDI ALL’ESORDIO
Dopo essersi fatto conoscere nel panorama musicale italiano come stimato autore e cantautore, Niccolò Agliardi fa il suo esordio nella narrativa con il libro “Ti devo un ritorno”, edito da Salani, che uscirà il 6 ottobre. “Ti devo un ritorno”, ispirato a una vicenda realmente accaduta, è ambientato alle Isole Azzorre, dove lo “strano” naufragio di una nave in avaria porta sull’isola un carico di cocaina. È qui che Pietro, protagonista del romanzo, incontra Vasco. L’amicizia che lega i due sconosciuti è la possibilità per Pietro, trentaduenne milanese e ancora uomo a metà, di fare qualcosa di buono. Orfano da poco, Pietro – chiamato dagli amici Granchio, dalla camminata laterale e sempre in cerca di protezione – decide di scappare alle Azzorre per rimettere a posto i pezzi della sua vita. Ma qualcosa si mette di traverso…Ironico, rocambolesco, e tenero, Ti devo un ritorno, è il romanzo che parla a una generazione che ha più di 16 anni e meno di 90. Il libro è stato realizzato con la supervisione giornalistica di Andrea Amato.
CHI ERA STONER? CE LO SPIEGA SHIELDS
Quale storia si nasconde dietro Stoner? Chi era lo scrittore schivo e riservato che, come il suo alter ego letterario, ha vissuto una vita apparentemente insignificante eppure eccezionale? In anteprima mondiale esce la prima biografia autorizzata di John Williams, che ricostruisce l’intera esistenza dello scrittore e il caso internazionale del successo delle sue opere, che dopo cinquant’anni incantano ancora milioni di persone in tutto il mondo. Charles Shields, apprezzatissimo autore di importanti biografie come quelle Kurt Vonnegut e Harper Lee, tra gli altri – racconta in “L’uomo che scrisse il romanzo perfetto” per la prima volta le luci e le ombre di un autore ormai considerato di culto.
L’IRAN SVELATO DA CASSINELLI
Il 75 per cento della popolazione ha meno di 35 anni. Le donne divorziano, votano, pilotano gli aerei e sono ricercatrici all’università. Non parliamo di Stati Uniti o di un’altra nazione occidentale ma dell’Iran. Nessuno pensa all’Iran come a un Paese di grattacieli, suv, Internet e smartphone ma è questo che trovereste passeggiando nella parte alta di Teheran o in un’altra delle sue grandi città. L’Iran svelato ha il pregio di condurci per mano alla scoperta di un Paese alle prese con le mille contraddizioni che emergono dal conflitto tra necessità di modernizzazione e regime repressivo. Fabrizio Cassinelli, autore di “L’Iran svelato Da ‘Stato canaglia’ a grande opportunità. Le verità nascoste[ci] sulla nuova Persia” – ha viaggiato tra le famiglie e i luoghi meno accessibili del territorio, ascoltando direttamente le donne iraniane, i giovani della sconfitta ‘onda verde’, perfino i ‘cattivi’, quei Basij protagonisti della repressione del 2009. Ha osservato da vicino la vita nelle fabbriche, i party proibiti nelle ville del Caspio, la redazione del principale giornale d’opposizione. Per raccontarvi il vero Iran, oltre ogni disinformazione.