Tra Federico Pizzarotti e il Movimento 5 Stelle è finita. La crisi del settimo anno, è proprio il caso di dirlo, era in corso da tempo e nei giorni scorsi si era capito quanto la situazione fosse irreparabile, ma da oggi è anche ufficiale. £Sono passati 7 anni dalla “Carta di Firenze” e dalla giornata entusiasmante al teatro Smeraldo, quando il Movimento 5 Stelle è nato – scriveva il sindaco di Parma stamattina, prima di annunciare il suo addio al Movimento in conferenza stampa – Io c’ero, ero lì a prendermi le mie responsabilità di cittadino. Da allora tante cose sono cambiate”. Per poi tornare su questa frase finale poco dopo, e specificare: “Non sono io ad essere cambiato, è il movimento”. E ancora: “Non sono cambiati il nostro ideale, il nostro obiettivo, è cambiato quello del Movimento 5 stelle, è cambiato quello che a parole che si continua a dire e che nei fatti non si fa”. In poche parole: “Da quelli che volevano aprire i comuni, il parlamento, siamo diventati quelle delle stanze chiuse e questo non siamo noi”. Nel frattempo Beppe Grillo ha incontrato i vertici del Movimento, e si è lanciato poi in un duro attacco contro l’ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il quale, spiega Grillo “sta trascinando l’Italia nel baratro. Non ha nessun mandato elettorale, nessuna legittimazione popolare, eppure il bis presidente detta legge su tutto. Il premier si limita ad eseguire. La riforma costituzionale è sua e decide lui la linea che il governo deve tenere e lo ribadisce ogni giorno con tutte le sue forze”. Continua Grillo: “La legge elettorale deve essere cambiata perché lui ha deciso che così deve essere per impedire che il Movimento 5 Stelle vada al governo. L’economia del Paese è soffocata dai vincoli dell’Unione, dall’euro e dall’assenza di sovranità che lui ha garantito ai burocrati europei. I premier passano, Napolitano resta”. (3 ott / Sis)