(4 ottobre 2016) In Italia le imprese di edilizia non costruiscono più e per contrastare il crollo del mercato nazionale hanno guardato oltreconfine. È lì, nei mercati esteri, che sono riuscite non solo a superare la crisi, ma ad aumentare il fatturato. Il 2015, infatti, è stato l’undicesimo anno consecutivo di crescita del fatturato prodotto oltreconfine, che ha raggiunto quota 12 miliardi di euro: +14,5% rispetto al 2014, +286% rispetto al 2004.Un bilancio stilato dal Rapporto 2016 dell’Ance, l’associazione delle imprese di settore, che ha considerato il giro di affari di 38 medi e grandi costruttori italiani all’estero. “Una crescita importante – sottolinea il ministro degli Affari esteri, Paolo Gentiloni, durante la presentazione del Rapporto oggi alla Farnesina -, avvenuta nonostante il fatto che gli ultimi tre o quattro anni siano stati caratterizzati da una crescente instabilità in diverse aree del mondo e in particolare dove le imprese di cui oggi parliamo hanno la loro attività”. E nonostante il contesto complicato che ci circonda, Gentiloni parla di “una storia di successo che testimonia l’importanza della collaborazione tra Ance e Farnesina, un caso di buona pratica del rapporto tra il mondo delle imprese e il mondo diplomatico che dobbiamo incoraggiare”. Secondo Duccio Astaldi, presidente del Consiglio di gestione della Società Italiana per Condotte d’Acqua, il Rapporto Ance 2016 “fa vedere da una parte la vitalità delle imprese italiane e la capacità che hanno di ritornare nei mercati internazionali che avevano in un certo momento abbandonato o ridotto, ma dall’altra dimostra che il mercato nazionale sta crollando e quindi di conseguenza le imprese che hanno le capacità devono trovarsi mercati esteri; il bello sarebbe riuscire a compendiare i due mercati con equilibrio”. Nella classifica delle imprese italiane per fatturato estero, Condotte è terza dopo Astaldi e Salini Impregilo: “Siamo anche 97esimi al mondo – afferma Astaldi – che è un parametro più importante; la nostra strategia è quella di portare la tecnologia che abbiamo acquisito negli ultimi anni nell’alta velocità e negli ospedali anche all’estero. Stiamo riuscendo ad affrontare i mercati maturi europei come Norvegia e Francia e stiamo portando a casa grandi soddisfazioni”. (Red)