• Home
  • Pagina di esempio
9Colonne
No Result
View All Result
No Result
View All Result
9Colonne
No Result
View All Result
Home Sito interno Archivio speciali - Mostre

“Spirito di Roma”: la Pop Art italiana allo Stadio di Domiziano

it@withub.it by it@withub.it
7 Ottobre 2016
in Archivio speciali - Mostre
0
0
SHARES
0
VIEWS
Share on FacebookShare on Twitter

Nuovi talenti internazionali e artisti della storia del Novecento all’interno di una stessa cornice, una cornice che conta ben più di duemila anni: fino al 30 ottobre, nel sito archeologico dello Stadio di Domiziano di Roma, è possibile scoprire le opere in concorso alla prima edizione del Premio Arte Roma 2016 e visitare la mostra collaterale “Spirito di Roma – La Pop Art Italiana nella Scuola di Piazza del Popolo”, un movimento che ha visto tra i maggiori esponenti Mario Schifano, Tano Festa, Franco Angeli, Renato Mambor, Sergio Lombardo, Cesare Tacchi, Giosetta Fioroni, Pino Pascali, Jannis Kounellis, Mario Ceroli. Il Premio presenta lavori di 60 artisti provenienti da diverse parti del mondo, Albania, Bulgaria, Cina, Colombia, Croazia, Francia, Grecia, Israele, Italia, Olanda, Polonia, Stati Uniti, Suriname e Svizzera. Tutte le opere candidate (selezionate e non) sono esposte online sul sito della kermesse, fino al 30 giugno.

CREMONA, GRANDI BIGIOTTIERI ITALIANI

Dopo la prima mostra dedicata a Ornella Bijoux, la serie di mostre monografiche dedicate ai “grandi bigiottieri italiani” del Museo del Bijou di Casalmaggiore – unico museo dedicato al bijoux in Italia – prosegue con la prima grande mostra personale di De Liguoro, storico marchio conosciuto e apprezzato nel mondo per la produzione di bijoux per l’alta moda italiana lungo tutto l’ultimo ventennio del Novecento. La mostra narra l’evoluzione della maison De Liguoro dagli anni ’60 ad oggi con circa 300 creazioni, tra cui bijoux, accessori e splendidi corpetti gioiello indossati dal corpo di ballo della Rai in occasione di spettacoli televisivi. Gianni De Liguoro è un creativo inesauribile e, con una formazione da sarto, ambito nel quale la sua famiglia lavora da due generazioni, all’inizio degli anni ’60, assieme alla moglie Angela, decide di intraprendere la produzione di gadget per il mercato in espansione. Nascono così i famosissimi pupazzi in materiale plastico di Calimero, distribuiti nei fustini della Miralanza, a cui seguono una serie di simpatiche spille a forma di topolino prodotte per la Perugina e, nel 1971, delle collane “talismano” per la Ramazzotti e disegnate dal pittore e illustratore Mario Moletti. Da questo momento la creazione di bijoux di De Liguoro è inarrestabile e ottiene vasta eco nei principali redazionali degli anni ’70 fino a farsi notare, nel 1980, da Clara Centinaro, la pioniera del made in Italy che creò abiti per principesse e first lady di tutto il mondo, la quale lo introduce nel mondo dell’alta moda e delle sfilate. Da questo momento De Liguoro collaborerà con alcuni tra i marchi più raffinati ed eleganti del Made in Italy tra cui Alberta Ferretti, Fausto Sarli, Rocco Barocco, Renato Balestra, Enzo Russo e Trussardi.

MILANO: PINELLI E LA ROTTURA DEL QUADRO

Fino al 20 novembre, presso lo Spazio PAePA di Milano, la mostra “La rottura del Quadro” celebra il quarantennale della intuizione di Pino Pinelli che nel 1976 rompe i rassicuranti confini del quadro e dissemina la sua pittura nello spazio. La mostra ripercorre l’intero percorso della sua ricerca artistica con una serie di opere che evidenziano le diverse declinazioni della “frattura”, a cominciare da una delle prime: “Pittura Gr.” del 1977, passando per “Pittura Bl.” del 1996, fino a una decina di lavori realizzati appositamente per l’esposizione. “E’ nel 1976, con Pittura GR – spiega il curatore Giorgio Bonomi – che si origina la ‘rottura del quadro’, la sua frammentazione, la sua dislocazione: la ‘disseminazione’, concetto, e pratica, questo che va molto al di là, di un semplice ‘spargimento’”. Da qui poi Pinelli, nell’arco di un quarantennio, svilupperà le sue disseminazioni multiple, le sue traiettorie, ma non abbandonerà mai la forma quadrangolare.

MILANO: LE PIU’ BELLE FOTO NATURALISTICHE

Un appuntamento ormai atteso dal pubblico grazie all’associazione Radicediunopercento che ogni anno porta a Milano le immagini premiate al prestigioso concorso di fotografia naturalistica Wildlife photographer of the year, nato nel 1965 e indetto dal Natural History Museum di Londra. L’esposizione, negli spazi della Fondazione Luciana Matalon fino al 4 dicembre, presenta 100 immagini da tutto il mondo, premiate al 51.mo concorso londinese e selezionate tra 42.000 scatti provenienti da 96 paesi. A partire dal massimo riconoscimento, il Wildlife Photographer of the Year, assegnato a “A tale of two foxes” di Don Gutoski (Canada). Uno scatto che ritrae una volpe rossa mentre trascina la carcassa di una volpe artica, nel Wapusk National Park in Canada. Spicca anche “Ruffs on display” di Ondrej Pelánek (Repubblica Ceca, sezione junior 11-14 anni) – che mostra la lotta fra due uccelli maschi per l’accoppiamento e in difesa del territorio – vincitrice assoluta del Young Wildlife Photographer of the Year. Non mancano i talenti italiani in concorso e tra questi spicca Ugo Mellone, vincitore nella categoria Invertebrati con la foto Butterfly in Crystal, mentre un altro suo scatto, The Tunnel of Spring, è stato selezionato come finalista nella categoria Terra. Sono inoltre risultati finalisti Vincenzo Mazza con la foto Battling the Storm (categoria Uccelli) e Hugo Wassermann con lo scatto Ice Design (categoria Impressioni). Inoltre, novità di quest’anno, il visitatore che desidera provare un’esperienza di “realtà virtuale immersiva”, può indossare un Oculus di ultimissima generazione in grado di trasportarlo istantaneamente in affascinanti ambienti naturalistici.

BRESCIA: ANDY WARHOL E L’AMIGA 1000

Fino al 30 ottobre il Museo dell’Industria e del Lavoro di Rodengo Saiano (Musil) ospita la mostra “Andy Warhol inedito: le prime sperimentazioni digitali con l’Amiga 1000” che espone un corpus di opere inedite realizzati dall’artista con l’Amiga 1000, il primo personal computer multimediale che trent’anni fa scelse Andy Warhol come testimonial d’eccezione chiamandolo a realizzare un’opera al Lincoln Center di New York. L’esposizione è arricchita dalle opere del fotografo, stampatore e artista Giuliano Grittini, noto per le sue collaborazioni con molti artisti tra cui Warhol stesso. Grittini per questa eccezionale occasione ha stampato per la prima volta in assoluto e rielaborato a tecnica mista con interventi manuali dieci opere, tra acetati e immagini digitali, del padre della Pop Art.

ROMA OMAGGIA  ARTURO DAZZI A CINQUANT’ANNI DALLA SCOMPARSA

A cinquant’anni dalla scomparsa di Arturo Dazzi (1881-1966), la Fondazione Villa Bertelli, il Comune di Forte dei Marmi e il Comune di Carrara organizzano una mostra dedicata allo scultore toscano, promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali. Con il patrocinio del Senato della Repubblica, del MIUR – Ministero dell’Istruzione e della Ricerca, del MIBACT – Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e della Regione Toscana, l’esposizione prenderà il via il prossimo  16 ottobre 2016 e si terrà nel Casino dei Principi di Villa Torlonia, a Roma, fino al 29 gennaio 2017. La mostra “Arturo Dazzi 1881 – 1966, Roma – Carrara – Forte dei Marmi”, curata da Anna Vittoria Laghi, racconta l’artista attraverso i legami privilegiati che instaura e coltiva nell’arco della sua vita con tre città italiane: Carrara, città natale e della formazione, Roma alla quale l’artista dovrà popolarità e successo e Forte dei Marmi, il buen retiro dove l’esponente di spicco del nuovo classicismo scultoreo del ‘900, lavorerà ad alcune tra le sue più importanti opere monumentali e dove, infine, si scoprirà pittore ( “La Versilia che mi fece diventare pittore”, aveva scritto Dazzi nell’auto-presentazione della Quadriennale Romana del 1935). Tra le tre città, sarà dunque proprio la Capitale ad ospitare la mostra con cui la Fondazione Villa Bertelli desidera riportare all’attenzione nazionale una collezione di opere oggi custodite in Toscana e parte della produzione più intima e privata di Dazzi. Il Casino dei Principi di Villa Torlonia aprirà le porte a circa 60 opere dell’artista, tra sculture, gessi, dipinti e disegni: alcune provenienti da Carrara dalle collezioni dell’Accademia di Belle Arti e da quella della Fondazione Cassa di Risparmio, altre in prestito dagli eredi Dazzi. Il nucleo principale dell’esposizione, invece, è di proprietà del Comune di Forte dei Marmi, a cui le opere sono state donate nel 1987 dalla vedova Dazzi. A Roma sono molte le opere di Dazzi che si conservano già in collezioni pubbliche e private o si ammirano per la città: dal gruppo bronzeo de I Costruttori del 1907 alla statua del Cardinal De Luca al Palazzaccio, arrivando alla Stele a Marconi, il grande obelisco dell’Eur, passando prima però per una serie di opere eseguite fra il 1922 e il 1930, tra cui Antonella, Sogno di Bimba e Cavallino, in esposizione alla GNAM e alla GAM.   Fino al 29 gennaio 2017, tra le opere esposte nei Musei di Villa Torlonia, direttamente dalla Donazione Dazzi di Forte dei Marmi, sarà possibile ammirare il gesso dell’Adolescente, scultura esposta alla mostra sull’arte italiana a Berna del 1938, che ritrae una fanciulla nuda a figura intera: una Venere Pudica interpretata con la più sincera e genuina umanità in un modellato tenero e sensuale che diviene oggi immagine simbolo della mostra. A questo gesso si affianca il modello originale del Cavallino, la celebre scultura che Dazzi espose nella Biennale di Venezia del 1928 nella sala a lui dedicata e che rappresenta in maniera esemplare la grande capacità di ritrarre “le bellezze della natura” con una sorprendente perfezione anatomica. Il pubblico romano, inoltre, potrà per la prima volta godere di parte di quei modelli e di quei disegni preparatori della Stele, ultima e grandiosa opera che Dazzi realizzerà scegliendo, nonostante l’età, di reinventarsi un nuovo linguaggio, scabro, moderno ed essenziale.  L’esposizione, “unica nel suo genere”, come sottolinea la curatrice, ripercorre le tappe della vita dell’artista attraverso opere e documenti che escono per la prima volta dalle loro sedi. Disposti e organizzati secondo un percorso cronologico, le sculture, i modelli e i bozzetti in gesso, le lettere, gli articoli, i dipinti e i disegni disvelano con uno sguardo inedito il ‘dietro le quinte’ dell’universo di Dazzi. La mostra “Arturo Dazzi 1881 – 1966, Roma – Carrara – Forte dei Marmi”, che farà parte del programma annuale di attività didattiche della Sovrintendenza Capitolina, è corredata di catalogo, edito Franche Tirature, con il testo critico di Anna Vittoria Laghi e i contributi di Claudio Casini e Brigida Mascitti.(red)

Related Posts

  • A BRNO LA VIDEO ART ITALIANA

    Brno - Da oggi al 30 aprile, alla galleria Umakart di Brno, nella Repubblica Ceca,…

  • LA STREET ART ITALIANA NELLA GRANDE MELA

    New York – Dal 20 giugno al 20 agosto la mostra “From Street to Art”…

  • LA MODA ITALIANA CONQUISTA LA FLORIDA

    La terza città più grande dello stato della Florida, da agosto, ospiterà nel centro commerciale…

Previous Post

EMIGRAZIONE, CTIM: PROFONDO DOLORE PER SCOMPARSA GIUSEPPE ANGELI

Next Post

Rolling Stones,
nuovo album
a dicembre

Next Post

MOSTRE, UN’ESPLOSIONE DI COLORI AD ATENE

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli recenti

  • OLIMPIADI: PODCAST RAIPLAY, DIECI ATLETI SI RACCONTANO
  • OBESITÀ, SCHILLACI: LEGGE PASSO IN AVANTI PER LA TUTELA DELLA SALUTE
  • POLIZIA, LEONE XIV RICEVE NUMERO SPECIALE POLIZIA MODERNA “PACE E SICUREZZA”
  • BANDECCHI, AVS, PD, M5S, PSI E RC: ORA BASTA, SINDACO SI DIMETTA
  • CNR, STUDIO RICONDUCE IL DIPINTO DI TURNER AL PONTE DEL DIAVOLO DI BLERA (VT) (3)

Commenti recenti

Nessun commento da mostrare.
  • Home
  • Pagina di esempio

© 2026 JNews - Premium WordPress news & magazine theme by Jegtheme.

No Result
View All Result
  • Home
  • Pagina di esempio

© 2026 JNews - Premium WordPress news & magazine theme by Jegtheme.