(11 ottobre 2016) Riprende il ciclo di esposizioni dedicate all’arte contemporanea all’Istituto italiano di cultura di Lisbona con la personale di fotografia “Torre Velasca – architettura, storia, unicità e visione” di Edoardo Romagnoli. La mostra, nell’ambito degli eventi organizzati per la XVI Settimana della Lingua italiana nel mondo e in occasione della giornata del contemporaneo 2016, verrà inaugurata venerdì 14 ottobre alle 19 presso l’Istituto italiano di cultura. La Torre Velasca, totem della Milano del dopoguerra, ha da subito suscitato pareri contrastanti: lo scrittore Luciano Biancardi la definì “…torracchione di vetro e cemento”, per Philippe Daverio è “…assoluto capolavoro”, Vittorio Sgarbi ammette “…tende a non piacermi, è il paradigma dell’orrore” e per l’architetto Stefano Boeri “la Torre è l’invenzione di una nuova architettura”. Il lavoro artistico di Edoardo Romagnoli si tiene lontano dal voler dare un giudizio; tende soprattutto a mostrare ed esaltare le caratteristiche della Torre. La prima serie di immagini è composta da fotografie stampate in media dimensione ed è realizzata muovendo la macchina e senza interventi di postproduzione – tipica azione del fotografare di Romagnoli. Le strutture portanti si moltiplicano e sembrano alleggerirsi fino a trasfigurarsi in figure irreali. Nella sequenza di 18 immagini, stampate in piccola dimensione, ciò che colpisce è la teatralità dell’opera architettonica illuminata da Ingo Maurer. Edoardo Romagnoli vive e lavora a Milano. Inizia a fotografare durante i suoi viaggi e per diversi anni si dedica al reportage. Dagli anni ‘90 matura la propria ricerca espressiva ed espone in mostre collettive e personali in Italia e all’estero. La prima foto alla luna risale al 1988 e rappresenta l’inizio del suo lavoro più conosciuto di ricerca artistica. La prima personale si tiene nel 1991 presso “Il Diaframma” di Lanfranco Colombo. È del 2005 la sua partecipazione alla collettiva “I Maestri della fotografia” presso il Guggenheim di Venezia. (Red)