Roma, 11 ott – Come un romanzo, la vita del grande imprenditore svizzero-italiano Carlo De Benedetti, tra Svizzera e Italia, come lui stesso l’ha raccontata nell’aula magna – pienissima – dell’Università della Svizzera Italiana di Lugano, a colloquio con Ferruccio De Bortoli, già direttore del Corriere della Sera e presidente della Fondazione Memoriale della Shoah di Milano. E, dalla ricca esperienza maturata in quasi tre quarti di secolo, le previsioni – non ottimistiche – sul futuro prossimo dell’Italia e dell’Unione Europea. La serata di ieri è stata organizzata dall’Associazione “Carlo Cattaneo”, in collaborazione con l’Associazione Svizzera-Israele. Dopo il saluto del presidente della “Cattaneo” Giancarlo Dillena – già direttore del Corriere del Ticino – Roberto Jarach, vicepresidente dell’Unione delle Comunità ebraiche italiane, ha illustrato, con diapositive, il Memoriale realizzato al binario 21 della stazione centrale di Milano. Una parte del luogo che ricorda da dove partirono i deportati – oltre la metà ebrei – verso i campi di concentramento e di sterminio nazisti, è oggi aperto all’accoglienza di profughi (4500 lo scorso anno) sfuggiti anche loro dalle persecuzioni e dalle guerre. (Red)