“Tutto ciò che permette maggiore libertà di scelta a persone e imprese senza far aumentare il debito va bene. Il governo ha dovuto tenere conto dei vincoli europei, resta da verificare che i costi non vengano fatti pagare alle giovani generazioni”, “il diavolo sta nel dettaglio e diverse cose sono ancora in discussione” ed “è un meccanismo complicato, per questo ci vorrà un’importante campagna informativa e il contributo dei sindacati”. Questo il giudizio sull’Ape, il piano per concedere l’anticipo a chi vuole uscire prima dal lavoro, del presidente dell’Inps, Tito Boeri, che in una intervista alla Stampa inoltre annuncia, in merito al sussidio di disoccupazione, che “entro fine 2017 contiamo di fare tutto in automatico chiedendo noi a chi perde il lavoro dove versare la prestazione cui ha diritto e se è disponibile al reimpiego o a corsi di riqualificazione. Questo ci permetterà di erogare subito la prestazione senza aspettare che il lavoratore si attivi per richiederla”. Quindi fa il punto sulla operazione buste arancioni spiegando che ne sono state spedite “circa due milioni. Le abbiamo mandate a chi non aveva il codice di accesso ai servizi on line”. Sostiene inoltre che “senza la riorganizzazione dell’Inps sarà difficile l’attuazione del piano di anticipo pensionistico. L’Inps dovrà essere il centro di una rete fra banche, assicurazioni, imprese e lavoratori. Per noi è una grossa sfida. Abbiamo il dover di informare adeguatamente i contribuenti sulle implicazioni di scelte difficili. Per farlo abbiamo bisogno di più dipendenti preparati sul territorio”. I rapporti con Renzi? “Non ho mai avuto la sensazione di avere problemi con lui. La mia indipendenza di giudizio non è mai stata in discussione. I problemi in passato semmai li ho avuti col Parlamento, e su questo Renzi non si è mai espresso, né a favore né contro”. Si schiera poi apertamente per il sì al referendum sostenendo che porterà alla riforma degli strumenti per la concessione di assegni di invalidità: “Oggi la competenza è divisa fra noi e Asl con sovrapposizioni evidenti, lungaggini e contenzioso. Ipotizziamo di affidare tutto all’Inps: oggi è necessario mettere d’accordo tutte le Regioni, se il sì passa lo Stato riavrà il potere di regia”. (12 ott – Red)