E’ morto all’età di 90 anni Dario Fo. Drammaturgo, attore, regista, scrittore, autore, illustratore, pittore, scenografo: Dario Fo è deceduto questa mattina a Milano dove da diversi giorni era ricoverato in ospedale. Figura preminente del teatro politico che, nella tradizione dei giullari medievali, ha fustigato il potere e restaurato la dignità degli umili. Con queste motivazioni veniva insignito del premio Nobel per la Letteratura nel 1997 (sesto nobel italiano dopo Carducci, Deledda, Pirandello, Quasimodo e Montale).
FRANCESCHINI: PROTAGONISTA TEATRO E CULTURA ITALIANA
“Con Dario Fo perdiamo un protagonista geniale e irriverente del teatro e della cultura italiana. Voglio ricordarlo come nel nostro ultimo incontro a Verona, vulcanico e pieno di idee e di progetti per il futuro, all’apertura del Museo Rame- Fo, in occasione dei suoi novant’anni. Negli occhi ho ancora la sua gioia mentre ogni singolo oggetto, ogni documento, ogni marionetta rappresentava l’occasione per raccontare la sua vita con Franca, l’arte e l’impegno civile, una miniera di aneddoti e uno sguardo originale su un pezzo di storia del Paese” così il ricordo del Ministro Franceschini per la scomparsa del premio Nobel.
MARONI E CAPPELLINI: HA NOBILITATO LE LINGUE LOCALI
“Con la scomparsa di Dario Fo Milano e la Lombardia, oltre che il Paese, dicono addio non solo a una indiscutibile figura di spicco del panorama culturale internazionale, ma anche a un grande cultore e divulgatore delle lingue locali”. Lo dichiarano il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni e l’assessore regionale alle Culture, Identita’ e Autonomie Cristina Cappellini.”Il suo ‘Mistero buffo’ – proseguono -, per il quale si e’ avvalso di una mescolanza dei vari dialetti della Pianura padana, e’ un evidente esempio di come Fo ha saputo nobilitare le lingue dei padri, ineludibile rimando alla storia e alle radici, con il merito di farle approdare sui piu’ grandi palcoscenici del mondo”.
(red- 13 ott)