Firenze, 17 ott – “Esistono due organismi di base della nostra rappresentanza all’estero, i comitati italiani
nelle circoscrizioni consolari e il Consiglio generale degli italiani all’estero: antenne preziose sul territorio
che stiamo sfruttando troppo poco per farci dire come valorizzare la nostra presenza all’estero”. Lo ha
detto Silvana Mangione, vicesegretario generale per i paesi Anglofoni Extra Europei del Cgie, intervenendo
agli Stati generali della lingua italiana nel mondo, in corso a Firenze. Mangione fa delle proposte per
diffondere al meglio l’italiano fuori i confini nazionali: prima di tutto “insegnarlo fin dalla scuola materna per
creare un pubblico di italofoni” e tenere conto delle “specificità dei sistemi scolastici esteri e delle
specificità territoriali”. Inoltre, dal momento che non si può arrivare fisicamente in tutte le scuole, è
necessario privilegiare “l’è-learnig per raggiungere un pubblico più ampio – sottolinea Mangione -, e non
solo per l’insegnamento diretto ma anche per la formazione degli insegnanti”. Realtà come “ICoN – Italian
Culture on the net, per esempio, che sfruttano al meglio il meraviglioso strumento del web” continua la
vicesegretaria del Cgie. Importante anche “valorizzare il lavoro degli enti gestori, che conoscono le realtà
locali, e l’aggiornamento dei sistemi di rilevazione del numero dei corsi e del numero degli studenti” in
modo da avere un “quadro vero di quante persone e come, stanno studiando italiano in tutto il mondo”.
(PO / Sip)